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Scritto da Alessandro Bono   

Spesso quando le persone leggono o sentono parlare per la prima volta di signoraggio e moneta debito si chiedono se sia veramente possibile che le banche commerciali creino moneta dal nulla. In particolare c'è chi nega che ciò accada, chi è più possibilista e inizia le proprie domande dicendo "Se fosse come dici tu..." e chi, spaesato dal gran numero di fonti disponibili, si perde in articoli di persone poco preparate che negano apertamente ciò che viene dichiarato nelle fonti accademiche.

In molti pensano che l'emissione di moneta da parte degli istituti di credito privati sia una teoria di una ristretta cerchia di "cospirazionisti", un'opinione basata su una cattiva interpretazione dei testi o dovuta ad una scarsa preparazione in materia. E' curioso constatare che, il più delle volte, a sostenere tale linea di pensiero sono persone che non hanno mai aperto un libro di economia.

Lo scopo di questo articolo è quello di raccogliere in un'unica sede alcune delle fonti e dei dati che dimostrano come l'esistenza di una sua richiesta sia l'unica giustificazione necessaria alle banche commerciali per creare nuova moneta. Non si tratta di una supposizione, ma di un dato di fatto che qualunque economista può confermare come vero.

Prima di tutto bisogna capire cosa si intende per moneta. Se non c'è chiarezza sui termini fondamentali è impossibile costruire un ragionamento. In molti parlando di moneta pensano subito ad un pezzo di carta colorata con un numero sopra, ma nella realtà questa è solo una delle forme che essa può assumere.

Vediamo cosa dice in proposito il "Modern Money Mechanics". Per chi non lo sapesse si tratta di un testo edito dal stessa Federal Reserve (e che quindi non può essere tacciato di scarsa credibilità). Al suo interno sono analizzati i principi di base di un'economia fondata sull'esistenza di una Banca Centrale di emissione e sul ricorso alla pratica della riserva frazionaria. Si tratta di un testo fondamentale di cui si consiglia la lettura a tutti coloro che non hanno problemi con l'Inglese.

Dopo l'introduzione troviamo il paragrafo intitolato "What is Money" ("Cos'è la Moneta?"). Al suo interno possiamo leggere:

"Today, in the United States, money used in transactions is mainly of three kinds - currency (paper money and coins in the pockets and purses of the public); demand deposits (non-interest bearing checking accounts in banks); and other checkable deposits, such as negotiable order of withdrawal (NOW) accounts, at all depository institutions, including commercial and savings banks, savings and loan associations, and credit unions. Travelers checks also are included in the definition of transactions money."

Traduzione:

"Oggi, negli Stati Uniti (come nel resto del mondo - n.d.t.), le forme di moneta utilizzate nelle transazioni sono principalmente tre: valuta liquida (denaro di carta e monete nel portafogli e nei risparmi statali); conti di deposito a vista (conti presso le banche che non generano interessi); e le altre forme di deposito verificabile, in quanto ordini di prelievo negoziabili, esistenti presso tutti gli istituti di deposito, incluse le banche commerciali, di risparmio e le unioni di credito. Anche i travelers check sono inclusi nella definizione di moneta."

Un'altra fonte facilmente verificabile (oltre ad un qualunque testo universitario di macroeconomia) è il dizionario economico online della casa editrice Simone. Alla voce "Moneta" è scritto:

"La mancanza di una definizione univoca di moneta pone seri problemi per ciò che riguarda la regolazione dell'offerta di moneta (v.) e la politica monetaria in genere: la consapevolezza che nell'aggregato moneta possono essere inclusi strumenti finanziari diversi (quali i conti corrente o i titoli di Stato) ha perciò spinto le autorità monetarie a definire aggregati monetari (v.) sempre più ampi; in essi, la funzione di intermediario degli scambi perde via via importanza a favore di attività finanziarie che, pur essendo meno liquide, meglio rispondono alla funzione di fondo di valore."

E' quindi universalmente riconosciuto che nella definizione di denaro non rientrano solo le banconote, ma anche i depositi a cui, per legge, non corrispondono necessariamente quantità fisiche di moneta. Non si può andare avanti con il ragionamento se non si comprende che anche i numeri digitali presenti nei database delle banche commerciali sono una forma di moneta a sé stante.

Se a emettere le banconote è la Banca Centrale, resta da chiarire chi emette questa ulteriore forma di moneta. Proseguiamo nella lettura del MMM e leggiamo il paragrafo intitolato "Who creates Money" ("Chi crea la Moneta"):

"Changes in the quantity of money may originate with actions of the Federal Reserve System (the central bank), depository institutions (principally commercial banks), or the public. The major control, however, rests with the central bank.

The actual process of money creation takes place primarily in banks.(1) As noted earlier, checkable liabilities of banks are money. These liabilities are customers' accounts. They increase when customers deposit currency and checks and when the proceeds of loans made by the banks are credited to borrowers' accounts."

Traduzione:

"Le variazioni della quantità di moneta possono essere originate da azioni del Federal Reserve System (la banca centrale), degli istituti di deposito (principalemente le banche commerciali), o dallo stato. Il controllo principale, comunque, è esercitato dalla banca centrale.

L'attuale processo di creazione del denaro avviene principalmente presso le banche. Come notato precedentemente, le passività delle banche sono moneta. Tali passività sono i conti dei clienti. Questi conti aumentano quando i clienti depositano valuta e assegni e quando i prestiti effettuati dalle banche vengono accreditati sui conti dei beneficiari."

La creazione di moneta da parte delle banche commerciali tramite la concessione di crediti è un dato accertato e confermato anche dalle fonti accademiche, per trovarne conferma basta aprire un qualunque testo sull'argomento. Non si tratta di un teoria ma della realtà dei fatti.

Tale processo può avere luogo grazie al ricorso da parte delle banche stesse al meccanismo legalmente regolamentato della "riserva frazionaria". Cercando su wikipedia questo termine e saltando direttamente al paragrafo "L'espansione del credito" possiamo leggere quanto segue:

"La riserva frazionaria è un moltiplicatore che consente l'espansione del credito. In un sistema a riserva frazionaria diversa dal 100% la banca può accreditare del denaro in quantità superiori ai depositi che ha."

Tirando le somme: le banche commerciali possono incrementare i conti correnti dei clienti pur non possedendo fisicamente la carta-moneta corrispondente; poiché anche i conti correnti sono una forma di moneta, facendo ciò, la banca ne crea di nuova.

Sempre sul sito della casa editrice Simone (una delle più accreditate in ambito accademico) alla voce "Moltiplicatore dei depositi" (un altro modo per chiamare la riserva frazionaria) è scritto :

"Capacità delle banche di favorire, nel momento in cui concedono prestiti, l'aumento dei depositi e creare in questo modo nuova moneta bancaria (v.). "

Quanto detto è riscontrabile anche nei dati empirici. Sul sito del CNEL (Centro Nazionale dell'Economia e del Lavoro) sono presenti i rilevamenti riguardanti l'ammontare dei conti correnti depositati in Italia nell'anno 2001. Nel caso specifico stiamo parlando di oltre 550 miliardi di euro.

Confrontando questa cifra con il bilancio della Banca d'Italia del medesimo anno, a pag. 31 possiamo leggere che, a fronte di quei depositi, esistevano 64,6 miliardi di euro in banconote e 7,5 miliardi nei conti di riserva obbligatoria (depositi immediatamente monetizzabili) degli istituti di credito.

Nel 2001 circolavano più di 450 miliardi di euro creati dalle banche commerciali cui non corrispondevano banconote e che, nella pratica, non erano convertibili in denaro fisico. Vera e propria moneta creata dal nulla, senza neanche bisogno di utilizzare carta e inchiostro.

Che le banche commerciali creino moneta dal nulla è un dato di fatto, non è possibile discutere delle conseguenze che questa pratica provoca nell'economia reale con un interlocutore che la mette in dubbio.

Spero che questo articolo possa essere utile a per fare chiarezza sulle basi, soprattutto quando si ha a che fare con persone che si ostinano a sostenere che il bianco sia nero.

 

 

> Discussione nel Forum: http://www.monetaproprieta.it/phpbb/viewtopic.php?f=7&t=80 <

 
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