GRECIA

Questa sezione accoglie discussioni e segnalazioni su articoli usciti dai vari mezzi di informazione

GRECIA

Messaggioda domenico.damico » 15/04/2014, 10:24

Atene, bomba esplode davanti alla Banca Centrale nel giorno del ritorno della Grecia sui mercati

Collocata in un'auto. Una telefonata aveva avvertito dell'esplosione e la zona è stata isolata: danni contenuti e nessun ferito. Il governo: "Vogliono cambiare la nostra agenda, non lo permetteremo". Domani la Merkel in visita

ATENE - Un potente ordigno è esploso stamani davanti alla sede della Banca di Grecia, ad Atene, causando danni ma nessuna vittima. Lo riferiscono radio locali. La bomba - 70 chili di esplosivo - era collocata dentro un'auto parcheggiata davanti all'edificio che ospita la Banca Centrale, poco distante dagli uffici della troika (Ue, Bce e Fmi).L'esplosione è avvenuta all'alba ed è stata udita in una vasta area della capitale.

Stando agli inquirenti, il veicolo - una Nissan - era stato imbottito con almeno 75 chili di esplosivo. Un'ora prima dell'esplosione, un anonimo aveva telefonato al sito di notizie Zougla e al giornale Efymerida ton Syndakton per avvertire dell'imminente scoppio dell'ordigno.

L'attentato, che sinora non è stato rivendicato, avviene il giorno dopo il ritorno della Grecia sui mercati internazionali dopo quattro anni di assenza e alla vigilia della visita ad Atene della cancelliera tedesca Angela Merkel. Il governo fa esplicito riferimento a questo appuntamento decisivo nel condannare l'episodio che "ha l'evidente obiettivo di cambiare la nostra agenda. Non permetteremo che i terroristi raggiungano questo scopo".

Alcuni media greci anticipano che le indagini si starebbero già indirizzando verso Christodoulos Xiros, uno degli ex capi del disciolto gruppo estremista di sinistra greco '17 novembre', responsabile di 23 omicidi fra il 1975 e il 2000 ed evaso lo scorso gennaio. Xiros sarebbe al primo posto nella lista dei sospettati in quanto è uno dei pochi ad avere le conoscenze tecniche per questo genere di attentati.

Fonte: http://www.repubblica.it/esteri/2014/04 ... -83203204/
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Re: GRECIA

Messaggioda Vito Zuccato » 15/04/2014, 20:37

La Repubblica ha scritto:Alcuni media greci anticipano che le indagini si starebbero già indirizzando verso Christodoulos Xiros, uno degli ex capi del disciolto gruppo estremista di sinistra greco '17 novembre', responsabile di 23 omicidi fra il 1975 e il 2000 ed evaso lo scorso gennaio. Xiros sarebbe al primo posto nella lista dei sospettati in quanto è uno dei pochi ad avere le conoscenze tecniche per questo genere di attentati.

Ci sono degli studi accademici statunitensi usciti da poco che sembra abbiano dimostrato essere molto più psicologicamente normale quell'individuo che in occasione delle panzane editoriali dei magnaccia globbali, come quella di cui sopra, condivide la nota battuta andreottiana sul peccato di pensare male azzeccandoci.

In soldoni: pare sia scientificamente dimostrato che soltanto gli stupidi e gli autolesionisti preferiscono bersi le rassicuranti idiozie di reggime.
In soldoni_evo: se sei sveglio sei andreottiano.


Ma anche senza scomodare alcun professorone-ricercatorone amerikano, in Italia è ormai da anni/decenni acclarato anche tramite le fonti di reggime come La Repubblica che questi pseudo-estremisti guerrafondai de sinistra e de destra con possibilità e mezzi extraterritoriali e illimitati alla Jean-Claude Trichet si meritano a pieno titolo il prefissoide «pseudo», in quanto essi non sono altro che vere e proprie unità militari illimitatamente utilizzate e sistematicamente parcheggiate in manutenzione dagli stessi Governi con il fine di creare panico, destabilizzare l'opinione pubblica e creare ad arte motivazioni pseudo-legittime per successive azioni governative esplicite, collettive, cruente e ovviamente pro magnaccia sia nazionali che globbali.
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La Grecia e la fiducia

Messaggioda domenico.damico » 23/04/2014, 19:37

Sì, nuove emissioni, ma blindatissime. Supergarantite dal governo con le svendite che durano dall'inizio della crisi, e dall'emissione fatta sotto normativa britannica, ossia
sotto tutela di Lombard Street, il centro finanziario londinese. Insomma, la fiducia sembra veramente pochina, altroché...

Grecia, ecco il bond della rinascita. Emissione per 3 miliardi al 4,95%

Alla vigilia della visita ad Atene della cancelliera tedesca Angela Merkel, la Grecia ha ottenuto ordini per il primo bond, dopo quattro anni di esclusione dai mercati, per 20 miliardi di euro, quasi sette volte la domanda per un'obbligazione di 3 miliardi di euro e una durata quinquennale, con rendimento del 4,95 per cento. Un successo che consente alla Grecia di tornare sul mercato e ridurre la "dipendenza" dalla Troika.

Maggiori dati tecnici sul collocamento potrebbero arrivare già domani quando il pool di banche (tra cui la JpMorgan, maggior banca americana, e la Deutsche Bank, maggior banca tedesca) faranno sapere esattamente a quanto ammontano gli ordini effetivi pervenuti al collocamento sindacato. Per rassicurare gli investitori internazionali Atene ha precisato che le nuove emissioni saranno sottoposte alle normative britanniche, una scelta che era stata già fatta in occasione delle passate ristrutturazioni del debito pubblico mediante scambio di obbligazioni.


Anche nelle fasi più difficili la Grecia ha continuato a saggiare le reazioni dei mercati effettuando emissioni pro forma di titoli a breve scadenza, ma il bond a cinque anni sarebbe il primo rifinanziamento a scadenza medio lunga da quando, nel 2010, ha finito per essere tagliata fuori.

Il clamoroso annuncio è giunto mentre nel paese era in pieno svolgimento un altro sciopero generale, di nuovo contro le misure di risanamento dei conti avviate su indicazione della troika (Ue, Fmi e Bce) per ottenere gli aiuti internazionali, e alla vigilia della visita di Stato della Merkel.

Una visita che dovrebbe dare il senso di un sostegno forte al governo Samaras in grave difficoltà politica e con una esigua maggioranza in Parlamento di soli due deputati in vista delle elezioni amministrative e europee di maggio.


Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... id=ABI7pj9
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Messaggioda domenico.damico » 31/12/2014, 9:57

Dal blog PIANO INCLINATO

Grecia: botti di fine anno

Il Parlamento greco non riesce a trovare un’intesa sulla nomina del Capo dello Stato, le Camere si sciolgono ed i cittadini il 25 gennaio prossimo torneranno alle urne; al momento in testa ai sondaggi c’è Tsipras, leader del partito euroscettico Syriza. Quali scenari si aprono ora sull’eurozona?

Il tema di fondo è chiaramente il “rischio contagio“, qualcosa che abbiamo imparato a conoscere nel 2011, quando si temeva che una uscita della Grecia dall’euro avrebbe generato un gorgo sui mercati finanziari capace di trascinare con sé gli altri paesi PIIGS. Ad oggi possiamo dire che, vista la reazione dei mercati agli eventi di ieri, il rischio contagio sul fronte finanziario non è più così temuto dai mercati: gli spread di Italia e Spagna si sono mossi un pochino e le borse hanno perso qualche decimo di punto percentuale, niente a che vedere però con quando accadde nel 2011 quando assistemmo a ben altro.

Il contagio sul fronte finanziario è giudicato un rischio basso per via delle contromisure BCE, che oggi sono attive dopo il celebre “whatever it takes” di Draghi, e per questo alcuni osservatori stanno spargendo manciate di #statesereni a chi guarda con preoccupazione a ciò che accade ad Atene. Forse però si sta sottovalutando un altro tipo di contagio: il contagio politico, che -al contrario- è un rischio alto. Se Tsipras dovesse decidere di andare fino in fondo nei suoi intendimenti, portando la Grecia fuori dall’eurozona, la BCE e l’UE si troverebbero in una situazione di imbarazzo: il rischio che in altri Paesi si consolidino posizioni tra l’euroscettico ed il populista li indurrebbe non solo a smettere di erogare aiuti, ma addirittura -per pura autodifesa- a “dare in pasto alle belve” le spoglie della Grecia per rendere chiaro quanto sia costoso rompere i patti. Questo, però, rischierebbe di alimentare i vari LePenismi e Salvinismi nel Vecchio Continente.

Pertanto dobbiamo ipotizzare che lo scenario base, in caso di vittoria di Syriza, possa essere un nuovo agreement che non faccia perdere la faccia a nessuno. Da una parte, infatti, la BCE non può far passare il messaggio di essere “ricattabile” da un paese aderente, quindi non può concedere tout-court lo sconto richiesto dal programma di Syriza. Allo stesso tempo Tsipras, dopo aver passato mesi a criticare la ricetta della Trojka, non può accettarla paro-paro.

Visto che il surplus greco registrato un paio di settimane fa era migliore delle richieste Trojka, e parimenti la riduzione della spesa pubblica è andata oltre gli obiettivi fissati, è possibile che ci sia spazio per ammorbidire, con ragionevolezza e soddisfazione da ambo le parti, il piano di rientro; magari con un aiuto da parte della BCE: che potrebbe accettare uno swap: nuovi titoli a tassi più bassi e/o con scadenze più lunghe in cambio di quelli detenuti. Una manovra che abbatterebbe istantaneamente il costo del debito per la Grecia senza togliere valore nominale al portafoglio BCE, che non difetterebbe in coerenza, visto che non ha comprato quei titoli per “guadagnare”, ma per sostenere l’eurozona.
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Messaggioda domenico.damico » 31/12/2014, 10:11

Cobraf + Guardian, sempre sulla Grecia.

Interessante disamina sulla composizione del debito greco, e di quanto questo sia in balia dell'estero; estero inteso in senso ampio. E quindi i mercati, ma in questo senso.
Il debito non è solo quello dello Stato, ma anche quello del sistema-paese.
La Romania di Ceausescu, per esempio, visse gli anni '80 in una situazione di totale disperazione per via degli enormi debiti accumulati in dollari, che fu costretta a ripagare con lacrime e sangue per non essere estromessa dai flussi commerciali con l'occidente. Ecco quindi ancora la legge del debito, che non è una legge astratta, ma molto molto concreta. Una legge che cambia, deforma, deturpa la realtà a propria immagine e somiglianza. Proprio come un semi-dio.
E' una legge che si può cambiare solo con la volontà e la forza contrattuale, che sembra Tsipras abbia intenzione di esercitare sui vari tavoli internazionali.
Andando oltre con l'immaginazione, potremo uscire da questa gabbia fatta di leggi e debito solo quando avremo, come comunità, la volontà , la forza contrattuale, le conoscenze e le competenze per farlo. E questo si potrà fare gradualmente, con una graduale crescita di consapevolezza e con una pari crescita di forza contrattuale e costruzione di strumenti che dal debito si spostano verso... qualcos'altro. Oppure si farà velocemente, con tutti i vantaggi ma anche i rischi di far tutto precipitosamente.

ARTICOLO DI COBRAF/ZIBORDI

http://www.cobraf.com/blog/defaultEcono ... #123575489
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