COSA ACCADRA'

Questa sezione accoglie discussioni e segnalazioni su articoli usciti dai vari mezzi di informazione

COSA ACCADRA'

Messaggioda domenico.damico » 13/06/2012, 23:23


Frontiere bloccate, stop ai bancomat ecco il piano per chi esce dall' euro

di EUGENIO OCCORSIO - 12 giugno 2012

ROMA - Severi limiti ai prelievi dai Bancomat, rigorosi controlli valutari alle frontiere, radicali limitazioni alle libertà finanziarie. La storia torna indietro: il peggior incubo per gli europei si materializza, la libera circolazione dei capitali diventa un ricordo. Il piano esiste, studiato in tutti i dettagli ed è pronto a scattare. Lo hanno discusso segretamente i dirigenti dei ministeri del Tesoro e delle banche centrali, probabilmente sotto l' avallo della Bce, analizzandone tutti i particolari e le implicazioni. L' ha rivelato ieri l' attendibile agenzia Reuters, con la precisazione che questo scenario worst-case si applicherebbe "almeno alla Grecia" (ovveroa tutte le transazioni dae per quel territorio) se Atene decidesse di lasciare l' euro (o se a ciò venisse spinta da irrecuperabili situazioni di mercato), lasciando però intendere che progetti segreti di emergenza di questo tipo esistono ormai per tutti i Paesi a rischio, e forse non solo per questi. Chi si sgancerà dalla moneta, Spagna o Italia o chiunque altro, incorrerà nello stesso regime. L' agenzia di stampa, con fairplay tutto britannico, è attenta nel sottolineare a chiare lettere che l' esistenza di questi piani non implica la loro attuazione, e anzi che nessuno degli official interpellati si è mai sognato di dare per sicura e neanche per probabile l' uscita della Grecia né di chiunque altro dall' euro, ma insomma la sostanza non cambia: l' Europa si sta preparando al peggio. Il ritmo di tale preparazione è aumentato dopo gli inconcludenti risultati delle elezioni greche del 6 maggio e in previsione della nuova tornata di domenica prossima, che potrebbe avere risultati ancora più sconfortanti. Tutto questo «rende necessario avere piani d' emergenza pronti a scattare», hanno confermato alla Reuters "fonti dell' Unione europea". Le quali insistono che malgrado nessuna decisione sia stata presa, «le discussioni in seno al nucleo operativo dell' Eurogruppo costituito dai viceministri delle Finanze e dai capi dipartimento del Tesoro, sono scese fino all' ultimo dettaglio in una fitta serie di teleconferenze». Non sono discussioni politiche, tengono a rimarcare le fonti interpellate dalla Reuters, ma i tecnici hanno bisogno di essere perfettamente preparati per ogni eventualità. Fa da sottofondo a tutta questa mobilitazione una doppia consapevolezza. La prima è che se alle elezioni vince Syriza, il partito di estrema sinistra greco che ha detto di voler rinegoziare gli accordi con l' Ue e l' Fmi, si andrà inesorabilmente verso l' abbandono dell' euro. E la seconda certezza sembra essere quella che davvero se esce la Grecia, l' intera moneta ha i mesi contati. I caposaldi del piano d' emergenza sono le limitazioni all' attività finanziaria di cittadini e imprese, ma non solo. È stata discussa anche la possibilità di sospendere l' accordo di Schengen sulla libera circolazione fra 26 Paesi europei. Su questa così come sulle altre misure in discussione è stata messa al lavoro una task-force di giuristi internazionali per verificare le basi legali "di provvedimenti così estremi", dicono sempre le fonti europee. D' altronde nella stessa conference call del 21 maggio l' Eurogruppo aveva raccomandato a ciascuno dei Paesi membri di preparare piani d' emergenza pronti a scattare nel caso in cui la Grecia fossa uscita dalla valuta. E pochi giorni dopo il ministro belga delle Finanze, Steve Vanackere, ha ribadito che «dobbiamo fare tutti gli sforzi per evitarel ' exit scenario ma questo non vuol dire che non dobbiamo essere pronti a quest' eventualità». Quindi è «necessità di base per ogni Paese essere preparato». Al problema non sono insensibili neanche i Paesi fuori dall' euro: la Svizzera ha detto senza mezzi termini qualche giorno fa di essere prontaa introdurre nuovi controlli sui capitali se qualcosa di grave capita all' euro. E se lo dice la Svizzera c' è da aver paura.


da Repubblica - http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... co-il.html

COMMENTO

Gli scenari dipinti sono da terrore; chiunque avrebbe paura di queste tinte fosche.
Ed è probabilmente la realtà che verrebbe imposta a chi TRADISCE.
Realtà, beninteso, creata artificialmente.
Potere della moneta, quello di creare e di distruggere; potere soprattutto di chi la gestisce.
Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì.
I quali si chiederanno cosa non viene apprezzato del loro ottimismo.
Ennio Flaiano
domenico.damico
 
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Re: COSA ACCADRA'

Messaggioda domenico.damico » 16/05/2014, 11:36

Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì.
I quali si chiederanno cosa non viene apprezzato del loro ottimismo.
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COSA ACCADRA' agli analfabeti del Gombloddo Globbale™

Messaggioda Vito Zuccato » 16/05/2014, 21:40

L'articolo sopra linkato da Domenico è emblematico per la quantità di luogogomunismo gombloddoglobbalistigo­™ inderneddiano, che ormai, oltre che fare a pugni con la logica e la storia applicate alla politica e all'economia, è oltremodo ripetitiva e grottesca.

Basta e avanza commentare questo passo:
Ennesimo noioso articolo sul Gombloddo Globbale™ ha scritto:I veri padroni del mondo non sono più i governi, ma i dirigenti di gruppi multinazionali finanziari o industriali, e di istituzioni internazionali opache (Fmi, Banca Mondiale, Ocse, Wto, banche centrali). Purtroppo, questi dirigenti non sono stati eletti, malgrado l’impatto delle loro decisioni sulle popolazioni.

1. i Governi NON sono mai stati i padroni del mondo, poiché da quando esiste lo Stato Costituzionale più o meno parlamentare (due secoli) i Governi non sono altro che strumenti coercitivi più o meno subdoli con il fine di imporre all'intera collettività un sistema socio-economico a vantaggio e di proprietà pressoché esclusivi di una ristretta oligarchia di grandi possidenti che ha appositamente studiato e fatto applicare ovviamente pro domo sua tali strumenti, mentre prima con le Monarchie più o meno assolute i Governi erano letteralmente i gestori del tesoro personale del monarca, tant'è che la parola "fisco" deriva proprio dalla parola latina "fiscus" che appunto descriveva il tesoro personale dell'imperatore romano;
2. PER LEGGE in tutto il mondo il 99% dei dirigenti pubblici e privati NON viene MAI eletto, bensì BANALMENTE assunto in base a un curriculum (titoli di studio e/o esperienza) o a raccomandazioni e clientele;
3. PER LEGGE in Italia i Governi NON possono essere eletti, ma soltanto nominati dal Presidente della Repubblica previo accordo post-elettorale tra una certa maggioranza di parlamentari questi sì eletti a suffragio universale;
4. PER LEGGE e DA SEMPRE in tutto il mondo i Governi sono subordinati alle azioni, alle elargizioni economico-monetarie e ai guadagni finanziari del sistema bancario commerciale: NON esiste alcun momento a partire dal quale i Governi iniziano a perdere colpi nei confronti del sistema bancario e/o di un'oligarchia di privilegiati economici, se non da quando i topi soppiantarono i grandi rettili 65 milioni di anni fa;
5. il fatto che un dirigente venga eletto dal popolo (bobolo, per i più) NON è una garanzia per il ben operare a favore del popolo stesso, tant'è che finora il 99% di tali elezioni ha generato classi dirigenti ultra-truffaldine, ultra-menzognere e ultra-incapaci: chi fa l'equazione elezioni = vantaggi NON capisce la differenza ABISSALE tra codice di procedura (vengo eletto dal popolo) e codice etico (faccio cose buone/cattive, giuste/sbagliate, vantaggiose/svantaggiose, ecc.).

Basta anche solo leggere quante volte in poche righe vengono scritte le parole «potere», «democrazia» e «non eletti»
per capire quanto sia SUPERFICIALE e ANALFABETA l'autore di questa sottospecie di articolo.
Vito Zuccato
 
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