Cos'è il signoraggio

Area volta al confronto inerente l'attuale sistema monetario

Cos'è il signoraggio

Messaggioda Vito Zuccato » 31/12/2011, 22:43


Cos'è il signoraggio

di Vito Zuccato



Introduzione

Ancora non esistono definizioni ufficiali o ufficiose di “signoraggio” degne di essere tali perché se ne continua a dare di diverse e di contraddittorie, calibrandole strumentalmente e con la frequente pretesa di dimostrare che il mondo in cui viviamo è il meno peggio dei mondi possibili e al massimo da riformare con modifiche periferiche, senza alterarne la struttura portante centrale.

Lo scopo di questo articolo è ricercare un'unica definizione di signoraggio che sia perfettamente coerente con i suoi presupposti teorici, riscontrabile nella pratica e totalmente indipendente dalle convenienze soggettive e dalle emozioni.
Soltanto un'idea di base univoca, neutra e asettica di signoraggio consente di imbastire successivi ragionamenti che possono essere sia corretti che errati, ma che finalmente non ereditano e non propagano più gli errori di cui non sono responsabili.

In generale il termine “signoraggio” non è sinonimo di truffa o di malversazione, ma è un termine tecnico puramente descrittivo sul fenomeno monetario: la moneta ha nel signoraggio una sua peculiarità, mentre ogni proposizione che vede in questa specifica peculiarità qualcosa di positivo o negativo riguarda l'uso privatistico/pubblicistico e autolesionistico/benefico che se ne fa.
Occorre anche in questo caso distinguere lo strumento in sé dal suo utilizzatore, al fine di non criminalizzare oggetti e parole in maniera assoluta e fondamentalista.

La parola “signoraggio” letteralmente significa “guadagno del signore” e più precisamente “guadagno del signore che emette moneta”.
Poiché ogni guadagno corrisponde a un diritto di proprietà o quantomeno al godimento di qualcosa, nel seguito diverrà chiaro che “signoraggio” fa rima con “proprietà della moneta all'atto dell'emissione”.

In questa sede si descrive il signoraggio come fenomeno monetario dal punto di vista aritmetico e se ne fornisce il risultato giuridico, economico e pratico più immediato sia in diritti di proprietà che in capacità di spesa da parte del soggetto che emette moneta.
Si rimandano pertanto ad altri scritti le argomentazioni sull'intero raggio d'azione dell'emissione monetaria e sui correlati effetti a catena economici, sociali e psicologici: quando l'analisi si fa più ampia ha molto più senso parlare di politica della rarità e del costo anziché di signoraggio, poiché quest'ultimo è caratteristica tipica della moneta in senso stretto e caricarlo di significati non suoi porta a farne uso improprio, a personificare lo strumento e a confondere le cause con gli effetti.

Vediamo allora le quattro principali varianti della definizione di questo guadagno fornite in via ufficiale o ufficiosa dall'accademia universitaria e dal sistema bancario e spesso prontamente avvallate dalla legge, per l'occasione arricchite di maggiori dettagli per evitare le sciatterie e le ambiguità con cui solitamente vengono esposte.


Le quattro varianti della definizione ufficiale o ufficiosa di “signoraggio”

Prima variante.
Il signoraggio derivava dalla facoltà esclusiva dei nobili antichi e medievali di emettere moneta metallica con contenuto di metallo inferiore al dichiarato, cioè coniare moneta-merce svilita.
Aritmeticamente ed economicamente, il signoraggio era la differenza tra il valore di mercato della quantità di metallo dichiarata – valore nominale – e il valore di mercato al momento dell'emissione monetaria della quantità di metallo effettivamente utilizzata – valore intrinseco – per la realizzazione di ogni singolo pezzo monetario.
Il signoraggio coincideva con lo sconto che il signore di fatto otteneva sul prezzo di qualsiasi merce vendutagli dai suoi sudditi, per esempio la lastricatura di una strada pubblica o la costruzione della sua residenza privata, senza che le stesse merci subissero una diminuzione di prezzo: il signore che batteva moneta otteneva comunque tale sconto e in anticipo, poiché pagava merci a prezzo pieno usando moneta precedentemente coniata di nascosto con quantità di metallo inferiore a quanto avrebbe dovuto essercene e quindi a prezzo/costo inferiore.
Essendo però il signoraggio anche pari allo svilimento della moneta oltre allo sconto sull'acquisto di merci a vantaggio del signore, una volta entrata in circolazione la moneta subiva anche uno svilimento del valore nominale, poiché, anche se in ritardo rispetto alla spesa del signore, il mercato dopo un po' riusciva a capire (esaminando la consistenza e il peso della moneta circolante) che il reale contenuto di metallo era inferiore al dichiarato e reagiva svalutando la moneta e aumentando i prezzi delle merci: questo fenomeno di inflazione era causato dal fatto che la moneta del signore era concepita dagli operatori del mercato solo come moneta-merce, che come tale aveva valore soltanto perché incorporava una certa quantità di metallo con un certo valore di mercato.
Il signoraggio qui descritto come svilimento della moneta-merce era un signoraggio lordo – pari allo sconto lordo sul prezzo delle merci – poiché il signore doveva per forza sostenere anche il costo di coniazione, costo che poteva portare a un signoraggio netto addirittura negativo se lo svilimento (coincidente col signoraggio lordo) era troppo limitato. Perciò poteva diventare negativo anche lo sconto netto sul prezzo delle merci.
Il signore doveva essere equilibrato in questa pratica di signoraggio-svilimento monetario, sia per non generare fenomeni inflattivi interni e sia per non incorrere in grosse penalizzazioni nel commercio con l'estero.
Ma anche una moneta molto pregiata aveva i suoi svantaggi:
1) accumuli monetari da parte di privati: era nota da tempo quella che poi, nel '500, sarà chiamata “legge di Gresham” (da Thomas Gresham, consigliere finanziario della Corona inglese), secondo la quale la moneta cattiva caccia via quella buona; una moneta fortemente carica di metallo nobile avrebbe servito poco lo scopo di essere mezzo di pagamento e sarebbe stata molto di più riserva di valore;
2) eccessive “grattature” del supporto monetario (da qui la zigrinatura delle monete più moderne);
3) esportazioni di moneta: una moneta molto pregiata sarebbe stata facilmente esportata e trattenuta all'estero (da qui le severissime pene riservate agli esportatori di valuta);
4) se il signoraggio lordo o svilimento monetario era inferiore al costo di coniazione, il signoraggio netto e lo sconto netto risultavano negativi e di conseguenza l'emissione di moneta e la successiva spesa in merci venivano effettuate in perdita.

Seconda variante.
Il signoraggio deriva dalla facoltà esclusiva dello Stato moderno di emettere monete metalliche con costo di produzione inferiore al valore dichiarato per iscritto sulle monete stesse, cioè creare moneta nominale su supporto metallico.
Aritmeticamente ed economicamente, il signoraggio è la differenza tra il valore in cifre riportato in rilievo o per incisione sulla moneta – valore nominale – e il valore di mercato al momento dell'emissione monetaria della quantità di metallo effettivamente utilizzata e della procedura di coniazione – valore intrinseco o costo di fabbricazione del supporto metallico – per la realizzazione di ogni singolo pezzo monetario.
Il signoraggio coincide con lo sconto che lo Stato di fatto ottiene sul prezzo di qualsiasi merce vendutagli dai suoi cittadini, per esempio l'asfaltatura di una strada pubblica o la costruzione della residenza degli organi di governo, senza che le stesse merci subiscano una diminuzione di prezzo: lo Stato battendo moneta metallica ottiene comunque tale sconto e in anticipo, poiché paga merci a prezzo pieno usando moneta precedentemente coniata a prezzo/costo inferiore.
Rispetto alla prima variante vanno sostituiti «signore» con «Stato moderno», «sudditi» con «cittadini» e soprattutto «moneta-merce svilita» con «moneta nominale a supporto metallico», per cui viene a mancare il fenomeno dell'inflazione da svilimento della moneta-merce.
Infatti il valore monetario in questo caso è garantito soltanto dalla consuetudine (tradotta in norma legale) di utilizzare monete metalliche per i tagli più piccoli al valore nominale dichiarato per iscritto, disinteressandosi completamente del valore di mercato della quantità di metallo che costituisce il supporto monetario (o valore intrinseco): il valore monetario è perciò totalmente creato dal nulla e quando ciò si verifica si parla appunto di “moneta nominale”.
Va ricordato che il signoraggio sulle monete metalliche di Stato può anche essere negativo quando il valore nominale non è sufficiente a coprire i costi di fornitura e di conio del metallo, specie per i sottomultipli che misurano i valori più piccoli, diventando così negativo anche lo sconto sulle merci acquistate con l'emissione monetaria: un'eventualità simile a quella vista per il signoraggio netto sulla moneta-merce.
Per la moneta metallica statale non ha senso la distinzione tra signoraggio lordo (considerato il solo costo di fornitura del metallo) e signoraggio netto (considerati tutti i costi di produzione), poiché per definizione la moneta nominale non ha svilimento merceologico.

Terza variante.
Il signoraggio deriva dalla facoltà esclusiva degli Stati Uniti d'America di acquistare merci estere creando moneta nominale – il dollaro USA – e di rifinanziarsi facendo investire in titoli pubblici e privati statunitensi ai produttori esteri la stessa moneta nominale da questi prima avuta in pagamento sul mercato statunitense e posta a riserva presso le banche centrali estere: il reflusso monetario dall'estero agli USA in dollari statunitensi per l'acquisto di obbligazioni statali e titoli aziendali statunitensi fa diventare gratuito (o quasi) l'acquisto in senso contrario di merci estere effettuato dagli USA con la stessa valuta, in quanto gli USA sono esonerati da produzione interna e vendita all'estero di loro merci.
Aritmeticamente ed economicamente, il signoraggio è la differenza tra il valore in cifre riportato in rilievo o per incisione o per stampa o per registrazione elettronica sulla moneta – valore nominale – e il valore al momento dell'emissione monetaria della merce – valore intrinseco o costo di fabbricazione – che costituisce il supporto monetario (metalli coniati, carta filigranata o impulsi elettronici).
Da questo punto di vista gli USA possono essere considerati degli “imperialisti che vivono di rendita”, autocreandosi potere d'acquisto col solo battere moneta (metallica, cartacea o elettronica).
Un discorso simile può essere fatto per qualsiasi altra valuta, non appena per essa si instaurino nei mercati le stesse vantaggiose condizioni di cui gode tuttora il dollaro statunitense.
La posizione ancora oggi dominante del dollaro USA come moneta di riserva mondiale è il risultato inerziale di quanto venne stabilito nel 1944 alla Conferenza di Bretton Woods, giacché soltanto questa valuta venne ancorata al valore dell'oro, assurta a riferimento per tutte le altre, resa convertibile in oro per i portatori non statunitensi e resa obbligatoria come moneta di riserva internazionale.
Con la sospensione degli accordi di Bretton Woods avvenuta il 15 agosto 1971 il dollaro USA perse la convertibilità aurea e diventò moneta nominale puramente convenzionale come tutte le altre, ma ormai si era giocoforza imposta a moneta sistemica e globale per eccellenza, poiché i Paesi esportatori di merci negli USA continuavano ad avere tre fondamentali interessi economici da dover difendere e tutti e tre denominati soltanto in dollari USA: 1) sostenere la compravendita di materie prime energeticamente indispensabili e geopoliticamente strategiche come gli idrocarburi (petrolio e gas naturale) e di storiche merci-rifugio come l'oro; 2) mantenere o aumentare le esportazioni di autoveicoli, elettronica, abbigliamento e altri prodotti nel più importante e ricco mercato del mondo quale è quello statunitense; 3) garantire il valore delle proprie e ormai ingenti riserve di dollari USA investendole in titoli di Stato e di società private statunitensi, a maggior ragione dopo l'abolizione della convertibilità aurea.
La rendita monetaria (su spesa e finanziamento) degli USA, definita “signoraggio del dollaro USA”, viene garantita dall'interesse (su vendita e investimento) dei loro stessi creditori al contempo commerciali e monetari.

Quarta variante.
Il signoraggio deriva dalla facoltà esclusiva del sistema bancario istituzionale – banche centrali – di creare moneta priva di qualsiasi aggancio al valore di eventuali merci costituenti o il supporto monetario (metalli, carta, impulsi elettronici, ecc.) o la riserva accantonata nelle sacrestie (metalli nobili o altre merci), cioè creare moneta nominale su supporto cartaceo o elettronico alla stregua di quanto fa lo Stato su supporto metallico (seconda variante).
Aritmeticamente ed economicamente, il signoraggio è il ricavo per interessi che le banche centrali ottengono sui prestiti di tale moneta da esse erogati alla collettività, solitamente tramite acquisto di obbligazioni pubbliche e private dal mercato finanziario.
Il valore della moneta nominale emessa dalle banche centrali è per definizione e materialmente creato dal nulla perché viene generato dalla pura convenzione comunitaria legalizzata, quindi senza produzione/vendita/possesso di alcuna merce allo scopo sia da parte della comunità che da parte delle stesse banche centrali.


Analisi e conclusioni

Per tutte e quattro le varianti il concetto di signoraggio nasce soltanto dalla speciale correlazione tra un signore, un guadagno e una moneta: il signoraggio è un privilegio esclusivo di chi batte moneta.

Il guadagno costituito dal signoraggio in nessuna delle quatto varianti è un guadagno contabile, cioè un utile: per le prime tre è compreso addirittura in una voce passiva dello stato patrimoniale, per la quarta è un ricavo del conto economico. Perciò il signoraggio è sempre descritto come il guadagno aritmetico-economico che deriva direttamente ed esclusivamente dalla creazione monetaria e sarebbe una pura coincidenza se per caso fosse anche un utile, visto che l'utile di esercizio non è certo un privilegio riservato a chi batte moneta.

Inoltre il signoraggio viene legato sia al diritto gratuito di proprietà su parte dei valori nominali sia al diritto gratuito di proprietà su ulteriori rendite legate agli stessi valori nominali.

Se il signoraggio è considerato il guadagno ottenuto sui valori nominali, esso riguarda:

- il valore nominale dichiarato per una moneta che ha valore solo in quanto costituita da una merce (moneta-merce);
- il valore nominale dichiarato per una moneta che ha valore solo per convenzione (moneta nominale);
- per estensione, il valore delle merci acquistate col valore nominale della moneta;
- per estensione, il valore di particolari merci acquistate col valore nominale della moneta come i debiti.

Se invece il signoraggio è considerato il guadagno ottenuto su ulteriori rendite legate ai valori nominali, esso riguarda gli interessi che si ricevono dopo aver acquistato debiti.

Le prime tre varianti sono sostanzialmente analoghe nonostante le differenze e definiscono il signoraggio ottenuto sui valori nominali, perché per esse il signoraggio è l'auto-creazione gratuita di potere d'acquisto che avviene quando un soggetto emette moneta dichiarandone il valore nominale: chi emette per sé moneta si dichiara automaticamente sempre proprietario della moneta e del suo valore, a prescindere dal fatto che sia o meno anche il vero creatore del valore monetario.
E non occorre che la moneta venga spesa subito in merci dopo l'emissione per dire che si è esercitato il diritto di signoraggio sulla moneta, poiché si è proprietari di qualcosa solo dichiarandosi tali.
Quanto più si riduce il costo di fabbricazione del supporto monetario, tanto più il signoraggio aumenta e tende a coincidere col valore nominale della moneta dichiarato per iscritto o meno sul supporto monetario. E di conseguenza tanto più il signoraggio tenderà a coincidere col valore delle merci acquistate con la moneta, mettendo così completamente in risalto l'auto-creazione di potere d'acquisto.

La quarta variante invece va in contraddizione con le altre tre: salta a piè pari l'acquisto a titolo pressoché gratuito della merce “debito” con la moneta – le banche centrali altro non fanno quando emettono moneta – e lega il signoraggio soltanto al diritto gratuito di proprietà sulla rendita da interessi, considerando l'emissione monetaria un semplice accessorio per fare prestiti.

Ma non è finita qui. La quarta variante va pure ben tre volte in contraddizione con la stessa definizione tecnica di interesse finanziario:
1) la rendita da interessi è riferita unicamente al diritto di proprietà del creditore sul debito e viene maturata proprio in base al valore di mercato e alla tipologia del debito stesso, NON al diritto di proprietà sulla moneta data in prestito, tant'è che il diritto di proprietà sulla moneta prestata viene ceduto automaticamente al debitore fino a quando il prestito giunge alla scadenza prestabilita e il creditore può esigerne il rimborso: le banche centrali ottengono (come chiunque) interessi dal debito che acquistano, NON dalla moneta che emettono;
2) la moneta è un titolo infruttifero, cioè che NON dà diritto ad alcuna rendita da interessi;
3) la rendita da interessi su un debito (di qualsiasi tipologia contrattuale) è prerogativa di chiunque sia proprietario di moneta e acquisti debiti con questa, NON soltanto del soggetto che acquista debiti emettendo moneta.

Riassumendo e legando al concetto di signoraggio queste tre contraddizioni:

1) NON può essere signoraggio ciò che NON è riferito alla moneta, come l'interesse finanziario;
2) NON può essere signoraggio ciò che NON è di per sé possibile per un titolo infruttifero, come l'interesse finanziario;
3) NON può essere signoraggio ciò che NON è prerogativa esclusiva di chi emette moneta, come l'interesse finanziario.

Ne deriva che il signoraggio NON può in alcun modo essere il ricavo per interessi che le banche centrali ottengono dai debiti che acquistano.
Per la rendita da interessi va perciò mantenuto il nome di “rendita” e basta; se è il signore a usufruirne non è altro che un di più oltre a quanto già eventualmente guadagna esercitando il suo privilegio di battere moneta; il concetto di interesse finanziario merita semmai un'analisi a parte.

Ma se il signoraggio esiste, anche in questo quarto caso deve essere sempre qualcosa di relativo al battere moneta, altrimenti non avrebbe senso l'esistenza di questa parola come esclusiva monetaria.
Ci devono comunque essere al contempo un signore, un guadagno e una moneta quando si scrive “signoraggio”.

La forzatura della quarta variante sta tutta nel provare a nascondere – molto maldestramente visto che è tutto scritto nero su bianco ciò che si vorrebbe celare – il fatto cruciale e inoppugnabile che le banche centrali acquistano debiti e quindi merci con l'emissione di moneta creata a costo pressoché nullo, perciò dichiarandosi proprietarie del valore della moneta all'atto dell'emissione e auto-creandosi potere d'acquisto: ecco il guadagno delle banche centrali che manca all'appello.

Anche in questo quarto caso si deve per forza esercitare il signoraggio legato unicamente al diritto gratuito di proprietà su una parte del valore nominale della moneta: per le banche centrali il signoraggio è quasi coincidente con lo stesso valore nominale, visti i costi irrisori sostenuti per fabbricare i supporti cartaceo ed elettronico.

Tale signoraggio esercitato dalle banche centrali può essere definito “signoraggio bancario”. Questa denominazione può essere tranquillamente utilizzata anche per il signoraggio esercitato dalle banche commerciali, non trattato in questa sede poiché non viene preso in considerazione ufficialmente/ufficiosamente e di conseguenza non rientrante nei criteri dell'analisi fin qui fatta.
In particolare, il signoraggio bancario consente alle banche centrali di ottenere a costo pressoché nullo il diritto di proprietà sulla moneta che il debitore deve rimborsare alla scadenza del prestito, proprio perché la merce acquistata dalle banche centrali è il debito: aritmeticamente, il signoraggio bancario è pressoché coincidente col valore nominale della moneta rimborsata.

Si può allora concludere affermando che la corretta definizione di signoraggio è:

signoraggio = valore nominale - valore intrinseco;

dove:
valore nominale = valore monetario dichiarato dall'ente che emette moneta;
valore intrinseco = costo di fabbricazione del supporto monetario per l'ente che emette moneta.

Se così non fosse, o si afferma che è assolutamente giusto utilizzare la definizione di volta in volta più consona al proprio tornaconto, oppure occorre cancellare definitivamente non solo tre delle quattro definizioni di signoraggio, ma anche la stessa definizione di interesse finanziario.

Questa definizione di signoraggio non ha alcuna evidenza a livello contabile, in quanto per l'ente emittente la creazione di valore monetario dal nulla è implicitamente compresa nella voce passiva dello stato patrimoniale riferibile all'emissione di moneta e in ogni caso non è contemplata dalla consuetudine ragionieristica.

Si è dunque riusciti nell'intento di ricavare una definizione di signoraggio finalmente univoca, neutra, asettica, coerente, indipendente e sperimentabile.
Il bello è che si è raggiunto questo risultato semplicemente confrontando le varie definizioni ufficiali o ufficiose ed evidenziandone le falle, senza inventarsi alcunché di nuovo.
Vito Zuccato
 
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Re: Cos'è il signoraggio

Messaggioda millemondi » 02/01/2012, 20:09

Eh,guarda a caso :),questo è il migliore documento che ci sia sul signoraggio.
Finalmente qualcosa valida che non s'imbatte in teorie che lasciano il tempo che trovano.
Questo documento ,assieme a quello (sempre di Vito,guarda a caso...)sulla differenza tra banca privata e pubblica,è più che sufficiente per annientare/sormontare le teorie nazi/fasciste sul signoraggio,ove la speculazione su tale argomento è abbastanza motivata dall'assenza di concretezza.
Sì,i poteri forti,le massonerie,il revisionismo storico,gli alieni ,sono senza dubbio argomenti affascinanti ,ma i risultati sono anche ben noti...
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Re: Cos'è il signoraggio

Messaggioda Bruce » 17/02/2012, 23:23

Salve a tutti, sono un nuovo utente.

L'articolo del signor Zuccato è senza dubbio impeccabile, ma, ditemi, quanto è logico questo articolo sul Signoraggio (inteso come complotto) riportato da Wikipedia?

http://it.wikipedia.org/wiki/Teorie_del ... ignoraggio

Si legge

Per teorie del complotto sul signoraggio s'intendono tutte quelle teorie, diffuse attraverso libri, blog e siti web, volte a dimostrare che l'emissione di moneta e la gestione della stessa da parte delle banche centrali sono svolte a danno dei cittadini. Tali teorie mescolano di sovente problemi eterogenei, come la ripartizione del reddito da signoraggio[1] con l'emissione di moneta per finanziare il deficit statale[2].

Tali tesi, propagate non da economisti né da esperti[3], non trovano conferma in nessun manuale divulgativo o specialistico di economia, tanto da fare definire tali teorie sul signoraggio come una bufala.

Secondo i sostenitori di tali teorie, le banche centrali otterrebbero il reddito da signoraggio grazie alla differenza tra costo di stampa ed il valore nominale della moneta[8]. Tale ricchezza verrebbe poi spartita tra banchieri e poteri forti a tutto svantaggio dei cittadini.

In realtà, il reddito da signoraggio percepito dalle banche centrali corrisponde alla differenza tra i costi di stampa e gli interessi ricavati dai titoli acquistati in contropartita all'emissione di moneta[9] e viene utilizzato per il finanziamento dell'attività della banca centrale (che svolge solitamente anche attività di regolamentazione e controllo sul sistema creditizio e finanziario nazionale), incamerato da uno stato oppure messo a riserva.

Ad esempio, la Banca d'Italia nel 2008 ha realizzato un utile lordo di 502.939.255 euro, ha pagato allo Stato 327.727.564 euro di imposte (pari a circa il 65,16% dell'utile lordo), realizzando così un utile netto di esercizio di 175.211.691 euro[10]. Ha versato poi al Tesoro, a titolo di ripartizione dell'utile al netto di imposte, la somma di 105.111.415 euro (pari a circa il 59,99% dell'utile netto).[11] Ai rimanenti 70.100.276 euro vengono sottratti 35.042.338 euro per la Riserva ordinaria ed uguale cifra per la Riserva straordinaria. I restanti 15.600 euro vanno a sommarsi a 58.788.000 euro - a norma dell’art. 40 dello Statuto della Banca d'Italia, lo 0,50% "a valere sul fruttato" delle riserve, ordinaria e straordinaria, che al 31 dicembre 2007 erano di 11.757.789.000 euro[12] - per un totale di 58.803.600 euro (196,012 euro per ogni quota di partecipazione) da ripartirsi fra i partecipanti diversi dallo Stato.[13]

La fondazione della Banca d'Inghilterra

La maggior parte dei sostenitori di questa teoria fa risalire l'inizio della presunta truffa ai danni dei cittadini all'avvento delle banche centrali, ovvero alla fondazione della Banca d'Inghilterra (BOE) nel 1694. Sebbene la più antica banca centrale sia stata la Banca di Svezia[14], per i sostenitori della teoria del complotto è la nascita della BOE che rappresenta l'inizio del furto - ovvero la perdita da parte dello stato della propria sovranità monetaria affiancata alla nascita del debito pubblico[15].

In realtà il debito pubblico non rappresentò altro che la nuova denominazione del vecchio debito della Corona inglese. La Banca d'Inghilterra fu costituita come personalità giuridica autonoma in risposta alle esigenze di raccolta immediata di risorse di cui la corona necessitava per finanziare la guerra che Guglielmo III combatteva contro Luigi XIV. Dopo la crisi che nel 1671 aveva colpito gli orefici, fino ad allora attivi nella raccolta di depositi e nell'emissione di certificati, si erano moltiplicati i progetti di costituzione di una banca di emissione che ristabilisse il credito alla corona - caduto ai minimi sotto Carlo II - e che riducesse le rigidità della circolazione metallica. La Banca d'Inghilterra fu imposta dalle necessità finanziarie della corona, alla quale gli azionisti fornirono un credito in contanti di 1,2 milioni di sterline a un tasso dell'8% annuo, ovvero inferiore a quelli allora correnti. La banca ricevette una serie di privilegi: fu l'unica a responsabilità limitata e l'unica autorizzata a emettere banconote in Inghilterra; essa ottenne inoltre la custodia esclusiva dei fondi di cassa del governo, un privilegio connesso alle successive concessioni di credito e alla creazione di un debito pubblico nazionale, quando nel 1696 fu introdotto il buono dello scacchiere e quando tra il 1749 e il 1757 su progetto di Sir Henry Pelham venne collocato un prestito irredimibile del 3%.[16] Pertanto, il primo beneficiario dalla nascita della Banca d'Inghilterra fu in effetti la corona stessa.

Il resto lo trovate scritto nel link. Che dire...ci sono andati giù pesante, han trattato questi sostenitori come dei pazzi ignoranti, che non sanno nulla di economia, e che non esiste alcuna base scientifca che confermi, anche solo lontanamente, quanto sostenuto ad esempio dal vostro movimento, che è poi composto da esperti di economia. Di errori ce ne saranno molti, mi sapreste spiegare se son tutte castronerie quanto scritte in questo articolo di Wiki o meno? Non è forse già un primo errore, definire il signoraggio come un complotto?
Bruce
 
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Re: Cos'è il signoraggio

Messaggioda marcos » 18/02/2012, 0:19

Ciao Bruce, benvenuto nel forum.
Con la tua ultima osservazione hai colto nel segno. Il problema monetario non va letto in chiave complottistica, bensì tecnica.
La chiave sta nei meccanismi, non nella presenza di un macchinista malintenzionato. Il materiale che troverai qui e sul sito è tutto imperniato su quest'ottica e il nostro movimento si differenzia da molti altri proprio per questa prospettiva.
Sono le dinamiche monetarie che strutturalmente generano i problemi economico-sociali che ci affliggono. Certo attualmente il sistema è molto sensibile alle manipolazioni e alle speculazioni di chi occupa posizioni di potere, ma una volta corretto il funzionamento della macchina si previengono automaticamente tali rischi.
Per cui, dal nostro punto di vista è più produttivo focalizzarsi e concentrarsi sulle storture di base del sistema che in sterili dietrologie.
Per quanto riguarda le questioni sollevate nell'articolo di wikipedia troverai tutte le risposte negli articoli proposti (ti consiglio di partire con i concetti chiave in home page di www.monetaproprieta.it).
Ci troverai sempre pronti a fugare eventuali dubbi su quanto letto.
marcos
 
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Re: Cos'è il signoraggio

Messaggioda Bruce » 18/02/2012, 0:30

La ringrazio molto per la risposta.

Da tutto questo, capisco che il termine esatto per definire cos'è il Signoraggio è questo: "guadagno del sistema bancario (fatto salvo il signoraggio sulle monete metalliche che va allo Stato) dato dalla differenza tra valore nominale e valore intrinseco della moneta emessa (di carta o elettronica che sia), al quale si aggiunge il guadagno sugli interessi".

Il concetto alla fine è: "guadagno del sistema bancario", e aggiungo, a danno dei cittadini.

Quindi la banca, che è poi una tipografia a tutti gli effetti, mi vende la merce-denaro al prezzo facciale, e ci prende pure i benefici, cosa che non dovrebbe accadere. Attualmente abbiamo una moneta virtuale creata dal nulla con un valore nullo. Poi continuo a chiedermi come mai lo Stato non se li stampa da solo i soldi, e perché mai conia le monete metalliche ma non stampa le banconote. Non è forse assurdo?
Bruce
 
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Re: Cos'è il signoraggio

Messaggioda marcos » 18/02/2012, 9:26

Bruce ha scritto:Il concetto alla fine è: "guadagno del sistema bancario", e aggiungo, a danno dei cittadini.

Quindi la banca, che è poi una tipografia a tutti gli effetti...continuo a chiedermi come mai lo Stato non se li stampa da solo i soldi, e perché mai conia le monete metalliche ma non stampa le banconote. Non è forse assurdo?


Soprattutto danno dei cittadini in quanto la quota capitale dei prestiti emessi viene poi contabilmente distrutta al rientro.
Concordo sull'assurdità della situazione.

P.S. Dammi pure del tu!!
marcos
 
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Re: Cos'è il signoraggio

Messaggioda Vito Zuccato » 18/02/2012, 14:46

Bruce ha scritto:quanto è logico questo articolo sul Signoraggio (inteso come complotto) riportato da Wikipedia?

E' logico nella misura in cui una persona concepisce la logica.

In questo caso il criterio logico seguito è il semplice rimando all'autorevolezza dei testi accademici.
Un criterio ridicolo.


Bruce ha scritto:Il resto lo trovate scritto nel link. Che dire...ci sono andati giù pesante, han trattato questi sostenitori come dei pazzi ignoranti, che non sanno nulla di economia,

Siamo già ampiamente e da anni a conoscenza di quello che hai riportato.
I tifosi del sistema bancario su Wikipedia si riferiscono in questo caso ai cosiddetti «signoraggisti» o meglio «signORA!!!™ggisti», secondo la scrittura che io di gran lunga preferisco utilizzare per questi ultimi.
I tifosi pro banca e i signORA!!!™ggisti nelle loro dissertazioni sono accomunati dalla estrema confusione dei piani logici e dalla sostanziale incapacità di discutere sul merito: ne consegue che ci possono soltanto essere scontri irrazionali tra due muri di gomma impenetrabili formati da elementi che si parlano addosso sia tra “amici” che tra “nemici” senza arrivare ad alcuna conclusione se non a pura e inutile dissipazione.
Spezzo una lancia in favore dei pro banca perché i c.d. SignORA!!!™ggisti sono molto vicini a come li descrivono su Wikipedia, ma tale giudizio può essere dato anche ai pro banca e per motivi abbastanza simili.

Il Movimento Moneta@Proprietà in generale è totalmente estraneo all'approccio comunemente in voga sul tema e riassumibile in buona parte con le sgangherate proposizioni dei pro banca e dei c.d. signORA!!!™ggisti.


Bruce ha scritto:e che non esiste alcuna base scientifca che confermi, anche solo lontanamente, quanto sostenuto ad esempio dal vostro movimento, che è poi composto da esperti di economia. Di errori ce ne saranno molti, mi sapreste spiegare se son tutte castronerie quanto scritte in questo articolo di Wiki o meno?

Le basi scientifiche invece ci sono eccome, e ci sono pure le definizioni ufficiali a suffragio di ciò, come ho cercato di spiegare anche nell'articolo qui in discussione.
Il principale errore del testo su Wikipedia è definire il signoraggio in modi diversi a seconda del soggetto emittente.
Nello specifico, la definizione di signoraggio bancario di Wikipedia coincide con la quarta definizione ufficiale/ufficiosa enunciata nell'articolo qui in discussione: è la definizione presente su ogni libro di testo accademico e fornita da ogni banca centrale.

La gran parte degli argomenti portati al contempo dai pro banca e dai signORA!!!™ggisti si basano sulla confusione di guadagno contabile con guadagno aritmetico, di attivo patrimoniale con utile, di ricavo con utile, di emissione monetaria con emissione merceologica, di contratto monetario con contratto merceologico, di partita di giro con gratuità e di onerosità con solvibilità (e così via) e sulla non conoscenza o non considerazione del processo di distruzione di moneta.
Cioè, in soldoni, estrema confusione tra gli svariati piani logici dell'analisi e non conoscenza dei reali processi finanziari.
Ciò comporta in particolare che già le basi di partenza di ogni loro ragionamento sono sbagliate o anche solo mal poste.

Detto questo, la definizione accademica di signoraggio bancario come ricavo da interessi su titoli può essere accettata SOLTANTO come definizione settoriale e/o di comodo, poiché va automaticamente a contraddirsi con tutte le altre definizioni ufficiali di signoraggio e con la definizione di interesse finanziario: è una definizione che trova giustificazione soltanto in se stessa.

Basta rileggere l'articolo per capire nei dettagli quanto appena detto.
Avrei anche potuto risponderti semplicemente dicendoti che ogni risposta in merito sta già scritta nell'articolo.

A ulteriore conferma del fatto che il vero signoraggio bancario compete – soltanto – al valore nominale della moneta, gli stessi pro banca si auto-smascherano perché considerano signoraggio il ricavo da interessi su titoli di debito SE E SOLTANTO SE avviene a monte una creazione di moneta dal nulla con la quale acquistare tali titoli di debito.

I tifosi pro banca considerano in pratica il signoraggio soltanto come saldo bancario finale tra acquisto di debiti (con creazione di moneta) ed estinzione degli stessi debiti (con distruzione di moneta): il saldo è proprio il ricavo da interessi sui debiti.
Ma, come già detto appena sopra, questo saldo viene considerato signoraggio dagli stessi pro banca ESCLUSIVAMENTE se la merce “debito” che genera tale saldo viene acquistata con valore monetario ottenuto gratuitamente all'atto dell'emissione della moneta.


Bruce ha scritto:Non è forse già un primo errore, definire il signoraggio come un complotto?

Sul fatto di tirare fuori senza senso e forsennatamente la parola «complotto», leggi questo post:
http://www.monetaproprieta.it/phpbb/viewtopic.php?p=205#p205
«PER DEFINIZIONE il complotto o cospirazione si riferisce a un evento 1. unico, 2. totalmente secretato, 3. limitato nel tempo e 4. organizzato all'interno della classe dirigente da un gruppo contro un altro.
Le pressioni psicologiche ed economiche organizzate dalla classe dirigente contro le classi subalterne INVECE si definiscono attività di lobbying di cartelli e monopoli.
»

Chiaramente ogni attività lobbistica serve esclusivamente al raggiungimento di posizioni di privilegio le più solide possibili nel tempo.
La lobby più potente in assoluto è quella delle banche perché come nessun'altra è riuscita a ottenere per legge la facoltà esclusiva-monopolistica di auto-creazione gratuita di potere d'acquisto tramite l'emissione di un contratto che ha come oggetto il contratto stesso: la moneta nominale.

Di conseguenza, l'uso che viene fatto pressoché ovunque della parola «complotto» da parte di TUTTE le fazioni denota già in partenza la totale non conoscenza del significato di tale vocabolo: se ne fa un uso esclusivamente falsificato o altamente improprio e fuorviante.

Rimando a quanto già ti ha scritto Marco per quanto riguarda il depistaggio dietrologico in tema.
Aggiungo che gli individui in media sono tendenzialmente portati a privilegiare l'attrazione irrazionale per il pettegolezzo cospirazionistico, così come per il pettegolezzo generico: io penso sia dovuto ai sentimenti di insoddisfazione e/o di invidia, per cui chi giochicchia morbosamente con questi argomenti (e non lo fa a scopo di lucro) in realtà da sempre ambisce a occupare il posto dei presunti cospiratori.
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Re: Cos'è il signoraggio

Messaggioda Vito Zuccato » 18/02/2012, 15:57

Bruce ha scritto:Da tutto questo, capisco che il termine esatto per definire cos'è il Signoraggio è questo: "guadagno del sistema bancario (fatto salvo il signoraggio sulle monete metalliche che va allo Stato) dato dalla differenza tra valore nominale e valore intrinseco della moneta emessa (di carta o elettronica che sia), al quale si aggiunge il guadagno sugli interessi".

Va ricordato che in questo caso NON si sta parlando di guadagno contabile, ma aritmetico.
Il guadagno aritmetico degli interessi NON c'entra alcunché con la moneta, ma c'entra con la merce che si acquista con la moneta: la merce "debito".
L'aggiunta finale "al quale si aggiunge il guadagno sugli interessi" va tolta perché sbagliata o fuorviante. Non c'entra alcunché con la definizione di signoraggio, ma c'entra con la somma aritmetica totale dei guadagni/ricavi/utili bancari.

Bruce ha scritto:Il concetto alla fine è: "guadagno del sistema bancario", e aggiungo, a danno dei cittadini.

Questo è un altro discorso – OT – che non c'entra col concetto di signoraggio e viene esplicitamente accantonato dall'articolo stesso (c'è scritto).
L'articolo in questione non si occupa di modalità di spesa monetaria, di politica monetaria e di vantaggi/svantaggi di una data configurazione, ma del mero processo di emissione di moneta al fine di trovare una definizione univoca di signoraggio.

Bruce ha scritto:Quindi la banca, che è poi una tipografia a tutti gli effetti, mi vende la merce-denaro al prezzo facciale, e ci prende pure i benefici, cosa che non dovrebbe accadere.

La banca NON vende merce-denaro perché la moneta nominale NON è una merce, ma un bene numerario.
Già la moneta-merce si comportava anche come bene numerario perché tendenzialmente ci si disinteressava del reale contenuto in merce della moneta: aveva più importanza la sua utilità di scambio, che veniva massimizzata proprio puntando sul valore nominale dichiarato.
La moneta inoltre dal punto di vista contabile viene scambiata con la merce "debito", non viene venduta. Se venisse venduta risulterebbe come fatturato della banca e sarebbe un ricavo del conto economico oltre al ricavo per interessi su debiti/prestiti.
Occorre precisare cosa si intende, sennò parte la solita confusione tra piani logici e punti di vista.
Il fraintendimento è facile se si utilizzano termini ragionieristici in senso lato o generalizzato.

Bruce ha scritto:Attualmente abbiamo una moneta virtuale creata dal nulla con un valore nullo.

E' falso che solo l'attuale moneta sia virtuale e abbia valore nullo.
Anche in passato una data merce diventava moneta per un processo mentale virtuale, altrimenti sarebbe rimasta una merce come un'altra: la moneta è per definizione una fattispecie virtuale.
L'unico valore pressoché nullo è il valore di mercato del supporto monetario cartaceo/scritturale/elettronico al momento dell'emissione della moneta nominale, detto anche costo di produzione del supporto monetario.

Bruce ha scritto:Poi continuo a chiedermi come mai lo Stato non se li stampa da solo i soldi, e perché mai conia le monete metalliche ma non stampa le banconote. Non è forse assurdo?

OT, come sopra.
Scrivo anch'io un OT, ma un po' più "esotico": non sarebbe forse assurdo che lo Stato si stampasse da solo i "soldi" e fosse l'unico ente a farlo? Sono gli individui che dovrebbero stamparsi i "soldi" da soli, come principio fondante. Lo Stato sarebbe soltanto una struttura organizzativa e operativa di puro servizio pubblico, non certo il proprietario dei "soldi" all'atto dell'emissione.
E visto che il signoraggio è l'aggio dei signori, che senso avrebbe il signoraggio di signori inesistenti quali gli Stati? I signori degli Stati sono gli individui, quindi il signoraggio è di competenza e proprietà di costoro, non delle strutture e delle scartoffie pubbliche che li rappresentano.
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Re: Cos'è il signoraggio

Messaggioda framelio » 01/03/2012, 14:58

Concordo su tutte le definizioni di signoraggio ma sono assolutamente in disaccordo sulla definizione di quantita' di signoraggio.

Non e' assolutamente il "valore nominale - valore intrinseco".

Ma e' il guadagno del tasso di interesse, meno l'inflazione.
Non so da dove le tiriate fuori queste definizioni.
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Re: Cos'è il signoraggio

Messaggioda domenico.damico » 01/03/2012, 15:06

framelio ha scritto:Non so da dove le tiriate fuori queste definizioni.


Innanzitutto benvenuto.

Da qui, per esempio:

http://www.bankpedia.org/index.php/it/1 ... ignoraggio

Attenzione a far confusione fra signoraggio, signoraggio bancario, signoraggio della moneta di riferimento internazionale e sui vari usi che si fanno di queste espressioni.
L'articolo fa chiarezza proprio su questi punti, e si sofferma alla fine sulla definizione classica ed etimologica di signoraggio.
Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì.
I quali si chiederanno cosa non viene apprezzato del loro ottimismo.
Ennio Flaiano
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