SISTEMA BANCARIO - COME FUNZIONA

Area volta al confronto inerente l'attuale sistema monetario

SISTEMA BANCARIO - COME FUNZIONA

Messaggioda domenico.damico » 09/11/2012, 0:19

Cominciamo con la descrizione che fa J.M. Keynes nel suo "Trattato sulla Moneta" - Capitolo Secondo "La moneta bancaria" - 1930
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COME FUNZIONA IL SISTEMA BANCARIO

Messaggioda domenico.damico » 24/03/2013, 10:22

FONTE:
http://www.cobraf.com/forum/coolpost.ph ... =123518263


Esempio pratico e attuale di Cobraf.com in merito a quanto sopra di Keynes:


Di Cipro si dice che è un eccezione perchè le sue banche hanno bilanci di 8 volte il PIL, che è assurdo e la Germania vuole che si riducano della metà. In realtà in Europa le banche hanno bilanci pari a 3.5 volte il PIL e di conseguenza è ovvio che "non hanno i soldi dei depositanti"... in qualche modo come a Cipro. Questo è un discorso che ora fanno molti, ma è fuorviante anzi è sbagliato.

Ma prima guardiamo ad un aspetto cruciale di cui nessuno mai parla.

I tedeschi (e i nordici") anche loro hanno ragione, perchè ad esempio dal 2008 ad oggi un cipriota ha ricevuto interessi su bonds locali e conti depositi a Cipro che pagavano un 5% in più di un tedesco e un 2% in più di un italiano. In cinque anni un cipriota su 100 mila euro ha ricevuto un 22mila euro in più di un tedesco e un 9mila in più di un italiano il quale a sua volta ha ricevuto un 13 mila euro in più di un tedesco. Questo fenomeno vale anche per l'apprezzamento degli immobili dal 2000 ad oggi...del rendimento dei conti di deposito...dei bonds bancari.. Se la valuta fosse diversa le differenze di rendimento si compenserebbero con la perdita sul cambio, ma grazie ai tedeschi l'euro è una valuta forte a differenza della lira o del pound cipriota di una volta...e i ciprioti e gli italiani si sono arricchiti finanziariamente più dei tedeschi. Non a caso la ricchezza finanziaria pro-capite italiana è oggi più alta di quella tedesca...FINO A QUANDO SI E' TUTTI NELL'EURO...

Cioè l'euro ha danneggiato l'economia reale, ma HA AUMENTATO LA RICCHEZZA FINANZIARIA IN ITALIA RISPETTO ALLA GERMANIA.

Di conseguenza i tedeschi dicono giustamente (dal loro punto di vista) che chi ha goduto di questi alti tassi in euro a Cipro (e in Spagna e Italia) deve ora pagare... e non ci lasciano usare la Banca Centrale per creare moneta (per la precisione non la lasciano usare l'ELA, il programma con cui la BCE finanzia le banche centrali le quali a sua volta finanziano le loro banche locali...)

OK ? Adesso ripartiamo da COME FUNZIONANO VERAMENTE LE BANCHE

1) Le banche italiane hanno un bilancio totale di circa 4.000 miliardi di euro, quindi passività di 4.000 e attività a bilancio di 4.000 (contro un PIL italiano di 1.600 miliardi). In Europa i debiti sono circa 3.5 volte il PIL e sono debiti quasi tutti verso banche, quindi i numeri sono più bassi che a Cipro, ma non di molto.

2) I depositi nelle banche italiane sono solo 3.200 miliardi, come a detto lunedì sul Corriere il presidente dell'ABI Patuelli, e il capitale circa 150 miliardi quindi in ogni caso mancano circa 650 miliardi (sto andando a memoria...)

3) In realtà, se solo ci pensi 30 secondi, ti rendi conto che le banche fanno mutui a 25 anni o altri prestiti che contrattualmente non possono ritirare, quindi buona parte dei loro impieghi all'attivo sono vincolati per anni e invece i depositi bancari sono tutti riscattabili o immediatamente come quelli in c/c o nel giro di qualche giorno pagando penale come i conti di deposito. Quindi in realtà le banche hanno un buco molto maggiore di quello di cui parla Patuelli (differenza tra impieghi-depositi-capitale)

Le banche in Italia, come nel resto d'Europa e non solo a Cipro, sono entità che usano una enorme leva finanziaria, maggiore di quella di noi che giochiamo sui futures con leva 1 a 5 o 1 a 8.

Lasciamo stare i discorsi sul capitale, i requisiti di Basilea e simili che sono solo una facciata. Le banche oggi sono delle entità che creano denaro e lo prestano. Se l'economia va bene o discretamente questo denaro viene loro restituito al 96% circa in media, per cui se riescono a incassare un rendimento totale da commissioni e tassi sopra il 5%, dato che non usano in pratica capitale, riescono a guadagnare un 1% circa sul totale dei loro attivi (impieghi, prestiti e investimenti). Questo margine di profitto è quindi minimo, un 1%, ma su una cifra enorme, appunto 4.000 miliardi di euro in Italia, quindi 1% X 4.000 = 40 miliardi di profitti l'anno

Ma capisci bene che basta pochissimo perchè questo 1% di margine si trasformi, quando c'è una pesante recessione e molta gente non restituisce i prestiti, in -1 o -2% di perdita e il loro capitale sparisce. In aggiunta, non possono tecnicamente e legalmente restituire i soldi a chi li ha in deposito se domani tutti si presentano agli sportelli, se non per circa metà...

Detta così sembra troppo assurda, ma è veramente così che funziona il sistema monetario e il motivo è che oggi le banche creano dal 90 al 95% della moneta che circola (che infatti è costituita quasi tutta da depositi bancari).

Non è però così drammatico, perchè dietro le banche commerciali di cui si parla c'è la Banca Centrale a sua volta che crea moneta, di routine, e presta moneta alle banche per riempire qualunque buco che queste abbiano nei loro pagamenti. Se quindi come dice Gianlini tutti in Italia chiedessero 5mila euro indietro in banca è vero che le banche non potrebbero forse ridarli a tutti (e sicuramente se tutti chiedono quello che hanno nel conto non possono ridarlo tutto). In realtà la Banca Centrale può in mezzora creare qualunque cifra e accreditarla istantaneamente alle banche aggiungendo numeri al computer nei loro saldi passivi e attivi nel giro di un minuto loro li accreditano a te.

E se tutti volessero contanti neanche qui ci sarebbe in teoria problema, ti direbbero che occorre un mese per stamparli, ma li potrebbero stampare perchè è legale farlo. E' chiaro che sarebbe assurdo, ma possono farlo perch Bana Centrale può creare moneta in qualsiasi forma per legge e darla alle
Il problema allora qual'è a Cipro, in Grecia, in Spagna, in Portogallo, in Italia, in Slovenia ? Che la Banca Centrale è in comune tra 20 paesi e alcuni non vogliono che crei questa moneta per altri....

Il punto è che le banche "hanno i soldi", perchè il semplice fatto che li creano loro e hanno dietro la Banca Centrale che aumenta i loro saldi quando sono insufficienti, la moneta è quasi tutta contabilità, non è denaro vero che sta in cassaforte (per chi voglia approfondire leggi qui). Ma se la Banca Centrale è in comune diventa un caos....



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USURA MAI MORTA

Messaggioda domenico.damico » 26/03/2013, 9:39

LA QUESTIONE DELL'USURA NON É MAI MORTA

Fonte: http://www.cobraf.com/forum/coolpost.ph ... #123518594

La questione dell'USURA tormenta l'umanità dai tempi dei Sumeri, della Bibblia, di Pericle, dei Gracchi e della Chiesa Cattolica e non è sparità solo perchè oggi il termine è considerato obsoleto ed è stato sostituto con "rendimento delle attività finanziarie" o "investimenti in reddito fisso". La brillante soluzione adottata in alcuni paesi austriaci negli anni '30 descritta ieri, seguendo l'idea del "denaro che si estingue" di Silvio Gesell, è una soluzione che va alla radice del problema.

Negli anni '30 Keynes è arrivato a ipotizzare l'eutanasia del rentier", cioè rendere il capitale o moneta così abbondante che il suo rendimento di tipo passivo, parassitario, dell'usura diciamo, tenda a zero e vivere di rendita cioè di cedole e interessi diventi impossibile. E in questo aveva dietro gran parte del pensiero economico classico del XIX secolo che era rivolto a ridurre o azzerare la rendita parassitaria che viene dalla terra o dal denaro ad usura. Oggi le banche centrali sono costrette dalle circostanze ad andare in quella direzione, tramite il "QE", per chi non se ne sia accorto

L'opinione di questo sito è radicale: la tassazione andrebbe eliminata dal lavoro e spostata sulla ricchezza, tassata al tasso dei titoli di stato. Cioè chi ha 5milioni ad esempio e li mette in titoli di stato che in media tramite fondi e altro gli rendono un 3% (150mila euro) paga un 3% annuo sui 5 milioni e cioè 150mila di tasse l'anno, aliquota del 100%. Di conseguenza deve investire in qualcosa di più rischioso o andare a lavorare se vuole avere un reddito ex-tasse. E al contrario chi produce un reddito di 150mila euro mettendo su un attività per cui ha fatto dei debiti non deve pagare quasi NIENTE di tasse (PERCHE' HA UNA RICCHEZZA NETTA DI ZERO O QUASI dati i debiti fatti per mettere su l'azienda). Se imposti la tassazione in questo modo l'economia va alla grande (la Corea è un esempio di tasse basse sul lavoro e alte sulla ricchezza)

Se non lo fai, dato l'enorme squilibrio tra ricchezza finanziaria che si accumula sempre di più tramite interessi e i redditi da lavoro sempre più compressi avrai un qualche crac, inevitabilmente. (ricordo che nel 2011 Boston Consulting già stimava che occorre un taglio del -30% della ricchezza netta in Europa, tramite default e patrimoniali, per riequilibrare il 350% del PIL a cui è arrivato ora il debito totale (privato e pubblico)

Perchè garantire rendimenti positivi e superiori all'inflazione a chi ha denaro e vuole "tenerlo tranquillo" cioè investirlo senza rischio (ma guadagnandoci) ? L'argomento avanzato è sempre che "...senza i risparmi non ci sarebbero poi investimenti...". Ed è una balla, come insegnano poi (perlomeno questo!) i corsi di macroeconomia in qualunque paese

Esiste un equivoco generato dal fatto che la stessa istituzione oggi che riceve depositi dalle famiglie e glieli tiene in c/c, pronti contro termine, conti deposito o titoli di stato e obbligazioni EROGA ANCHE PRESTITI, FIDI E MUTUI.

In realtà sono due attività distinte che potrebbero essere separate in due istituzioni diverse. Quando le banche prestano soldi usano solo il loro capitale come "garanzia", dove però il capitale è il 5% dei loro impieghi, cioè hanno 5 di capitale e prestano 100 pensando che almeno 96 gli vengano restituiti. Ma non guardano ai depositi che hanno, se ne hanno di più o di meno, se ne hanno per 80 o 70 o 90.

In realtà potremmo detenere i depositi in /c, pronti contro termine, conti deposito o titoli di stato e obbligazioni IN UN ALTRA ISTITUZIONE, SEPARATA DA QUELLA CHE EROGA PRESTITI E MUTUI

Il punto forse essenziale di Keynes è che in un economia monetaria come la nostra non si spende tutta la moneta ogni anno, perchè una parte viene tesaurizzata, dalla parte più ricca della popolazione in prevalenza. Di conseguenza c'è una tendenza intrinseca alla crisi economica dovuta al fatto che produci beni e servizi per 100, ma solo 90 viene speso o reinvestito e diciamo 10 viene messo in attività finanziarie che producono una rendita e dove il denaro si accumula con cedole, interessi e dividendi.

Questo denaro ha dimostrato Keynes non è il "risparmio" necessario a fare poi investimenti, perchè la maggioranza degli investimenti si fanno con debito, non utilizzando soldi risparmiati da qualcun altro. E le banche non prestano i soldi che la gente tiene in banca in conti deposito o titoli di stato e obbligazioni.... come spiegato qui 100 o 200 volte.

Per questo Keynes è arrivato a ipotizzare "l'eutanasia del rentier", cioè rendere il capitale o moneta così abbondante che il suo rendimento di tipo passivo, parassitario diciamo, tenda a zero e vivere di rendita cioè di cedole e interessi diventi impossibile.

Dal 2008 con l'Alleggerimento Quantitativo famoso in UK e USA e anche in Giappone questa profezia si sta avverando ora. Le autorità sono state costrette dalla crisi globale a ridurre quasi a zero il rendimento di gran parte del reddito fisso governativo, "stampando moneta" in senso elettronico, che hanno usato per comprare il 75% delle emissioni di titoli di stato schiacciando così il loro rendimento all'1%. Lo hanno fatto contro la loro volontà, ma perchè temevano un altra catastrofe come negli anni '30.

Quando si dice che la velocità di circolazione della moneta in Italia come in America sta collassando da 2 volte a 1.5 volte (il numero di volte che un deposito bancario circola in media nell'economia in un anno) si intende che sempre più gente sta "tesaurizzando", cioè ha i soldi e li tiene fermi, non li spende e non li investe, li tiene nei c/c, conti deposito, obbligazioni e bond... E simultaneamente le banche prestano meno soldi sia alle imprese che alle famiglie. Quindi si riduce sia la velocità di circolazione che la quantità di moneta (perchè IL CREDITO E' MONETA).

Le Banche Centrali, avendo imparato la lezione degli anni '30, sono costrette a compensare questa contrazione di moneta creandone loro... e ne hanno creata per 7mila miliardi. In Europa però non abbastanza....Per cui i rendimenti del risparmio continuano a scendere... In questo modo però la montagna di debito che è stata creata dagli anni '70 non si sgonfia, perchè per sgonfiarla devi o fare default o inflazione. Per ora schiacciano i rendimenti del reddito fisso sempre più in basso con il QE per evitare di dover fare inflazione o default... (e fanno qualche esperimento di default o taglio della ricchezza finanziaria in posti come Cipro)
Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì.
I quali si chiederanno cosa non viene apprezzato del loro ottimismo.
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Luciano Gallino: MONETA BANCARIA COMMERCIALE DAL NULLA

Messaggioda Vito Zuccato » 18/05/2014, 22:59

Nuovo articolo-bomba di Luciano Gallino su La Repubblica, pressoché ONNICOMPRENSIVO.

C'è tutto:
dalla CREAZIONE DAL NULLA di moneta bancaria scritturale PRESTANDO da parte delle BANCHE COMMERCIALI alle specifiche citazioni di:
- articolo di Martin Wolf sul Financial Times del 24 aprile 2014;
- Bollettino della Bank of England di marzo 2014 (vedi);
- Chicago Plan degli anni '30 e Chicago Plan Revisited pubblicato dal Fondo Monetario Internazionale nell'agosto 2012 (vedi; vedi).

Fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/05/11/il-danno-del-denaro-creato-dalle-banche23.html


IL DANNO DEL DENARO CREATO DALLE BANCHE
di Luciano Gallino

L'ARTICOLO di Martin Wolf uscito pochi giorni fa sul "Financial Times" (il 24 aprile) è a dir poco sensazionale. Gli si desse retta, il solo titolo — "Spogliare le banche private del potere di creare denaro" — basterebbe per mandare in soffitta le teorie, le istituzioni e le politiche economiche che prima hanno causato la crisi, poi l'hanno aggravata con le politiche di austerità. Non si vuol dire che di per sé l'articolo di Wolf arrivi a svelare delle novità fino ad oggi inimmaginabili. Da anni vari gruppi di studiosi e associazioni in Usa come in Europa sostengono che se non si limita il potere delle banche private di creare denaro dal nulla la prossima crisi potrebbe essere anche più devastante della precedente. Il fatto nuovo è che a dirlo è il maggior quotidiano economico del mondo, da sempre pilastro (bisogna ammetterlo: con dosi di pensiero critico che di rado si ritrovano nei suoi confratelli) della cultura economica neoliberale. I chiodi su cui batte Martin Wolf sono tre. Il primo è che la stragrande maggioranza del denaro in circolo viene creato dal nulla — perché lo stato glielo consente — dalle banche private nel momento in cui concedono prestiti, accreditando l'ammontare sul deposito del richiedente. Quando Mr. Jones o la Sig. ra Bianchi si vedono accreditare 100.000 sterline o euro sul proprio conto di deposito, grazie ai quali stipuleranno un mutuo, non un solo euro è stato tolto da altri depositi o dal capitale della banca. La somma è stata creata da un contabile con pochi tocchi sulla tastiera. Specifica Wolf: "Le banche creano depositi come sottoprodotto dei prestiti che concedono." Sarà un caso, ma forse non lo è affatto, che l'articolo di Wolf sia stato preceduto a marzo da una pubblicazione della Banca d'Inghilterra la quale ripete una decina di volte in poche pagine che sì, sono proprio le banche private la fonte maggiore della creazione di denaro. Tanto per cominciare: "In pratica la creazione di denaro differisce da vari malintesi popolari: le banche non agiscono semplicemente da intermediari, dando in prestito i depositi effettuati presso di loro… Ogni qualvolta una banca fa un prestito, crea simultaneamente un corrispondente deposito sul conto del mutuatario, creando in tal modo nuovo denaro." (Bank of England, "Quarterly Bulletin", n. 1, 2014). C'è da sperare che gli economisti ortodossi i quali insegnano ancora ai loro studenti che le banche possono prestare soltanto il denaro che tengono in cassa, mostrando così di ignorare nel loro insegnamento il ruolo fondamentale che svolge nel sistema economico la creazione privata di denaro, trovino modo di dare una scorsa, oltre che all'articolo in parola, pure al bollettino della BoE. Il secondo chiodo su cui batte Wolf è il pesante ruolo negativo che la suddetta creazione di denaro svolge a danno dell'intera economia. "Il nostro sistema finanziario è palesemente instabile perché lo stato prima gli ha concesso di creare quasi tutto il denaro che circola nell'economia, poi si è visto costretto a sostenerlo nello svolgimento di tale funzione. Questo è un buco gigantesco nel cuore delle nostre economie di mercato." L'autore avrebbe potuto aggiungere che oltre ai trilioni di dollari, sterline ed euro creati dal nulla dalle banche sotto forma di depositi, circolano nel mondo, al di fuori delle piattaforme regolamentate, centinaia di trilioni di derivati dalle innumeri denominazioni (ABCP, ABS, CDO, CLO, CDS, MBS…), pure essi creati dalle banche private. Poiché questi titoli hanno un valore di mercato, ciascuno può venire istantaneamente commutato in denaro contante, oppure versato come collaterale per garantire un prestito, o altro. Grosso modo, si tratta di una massa di denaro potenziale — potenziale, va notato, come la nitroglicerina — che gira per il mondo in quantità decine di volte superiori alle transazioni aventi per oggetto beni o servizi reali. Infine c'è la fondamentale proposta dell'autore, che va ben al di là di quanto sintetizzato nel titolo. Il potere di creare denaro dovrebbe essere riservato esclusivamente allo stato. La funzione delle banche dovrebbe venire circoscritta alla intermediazione tra risparmiatori e investitori o mutuatari, alla effettuazione dei flussi di pagamento, e alla custodia dei depositi. Per appoggiare la sua proposta, che rientra nel quadro delle riforme le quali postulano un'attività delle banche "ristretta" o "limitata", Wolf si richiama brevemente a studi degli anni 30 quale l'illustre Piano di Chicago. Esso prevedeva che una banca dovrebbe sempre disporre del 100 per cento di riserve per ogni soldo che ha in deposito e che presta a qualcuno, il che porrebbe definitivamente fine al suo potere di creare denaro dal nulla. Un piano rivisitato di recente da ricercatori del Fmi, i quali arrivano a concludere che esso potrebbe funzionare bene anche oggi. Agli oppositori i quali temono che in questo modo rischierebbe di sparire il credito alle imprese, l'autore ricorda che le banche finanziano l'investimento produttivo in misura pari appena al 10 per cento dei loro prestiti. Questo articolo proveniente da una fonte quale il "Financial Times" vale a ricordare ai governi Ue, compreso il nostro, che una riforma finanziaria la quale in qualche modo riduca drasticamente il potere delle banche private di creare denaro è la maggiore riforma politica di cui essi dovrebbero occuparsi per salvare l'Unione e i propri stessi paesi. Non importa se oggi questi appaiano far parte del gruppo dei più forti, oppure di quello dei più deboli. Al confronto le riforme bancarie di cui si parla nella Commissione (il rapporto Liikanen), nell'Ecofin (l'Unione Bancaria), in alcuni parlamenti (Regno Unito, Francia, Germania), sono acqua fresca. Soltanto una forte riduzione del potere "creativo" delle banche può fare uscire i governi Ue dal ruolo di burattini del potere finanziario che attualmente svolgono. Salvo che, naturalmente, in tale ruolo ci si trovino bene, per scelta o per incompetenza. Al riguardo, è ancora Martin Wolf che avverte: "Quando arriva la prossima crisi — e di sicuro arriverà — abbiamo bisogno di essere pronti."




Nota di colore.
La seguente frase di Gallino
«Soltanto una forte riduzione del potere "creativo" delle banche può fare uscire i governi Ue dal ruolo di burattini del potere finanziario che attualmente svolgono. Salvo che, naturalmente, in tale ruolo ci si trovino bene, per scelta o per incompetenza
esprime praticamente lo stesso concetto che avevo riportato io nelle Domande Frequenti nella Risposta 46:
«Non è assurdo, è ciò che succede. I politici che impongono alla collettività prima la moneta cartacea di banca centrale e poi la moneta scritturale di banca commerciale, con tutte le enormi contraddizioni del caso, possono appartenere soltanto a due categorie: a quella dei faccendieri senza scrupoli o a quella degli incoscienti
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