SPAGNA

Questa sezione accoglie discussioni e segnalazioni su articoli usciti dai vari mezzi di informazione

SPAGNA

Messaggioda domenico.damico » 20/07/2012, 21:18

La polizia spara proiettili di gomma per disperdere la folla
Spagna, migliaia in piazza: scontri e feriti
Non si fermano le manifestazioni di protesta contro il piano di austerity del governo. Statali bloccano il traffico di diverse città

Spagna sull'orlo del default. E in migliaia scendono in piazza. Già dalle prime ore di venerdì migliaia di persone si sono radunate in centro a Madrid per protestare contro i tagli imposti dal governo di Mariano Rajoy. La polizia ha sparato proiettili di gomma contro i manifestanti per cercare di disperdere la folla. Sette persone sono state fermate, sei i feriti. La giornata si preannuncia, dunque, ad altissima tensione. Da una parte l'Europgruppo che dovrà decidere sulle sorti del Paese. Dall'altra almeno 80 manifestazioni indette dai sindacati.

A MADRID - La protesta dunque non si ferma. La settimana scorsa il primo ministro Rajoy ha annunciato una manovra da 65 milioni di euro per tagliare il disavanzo pubblico. Giovedì sera oltre 100mila persone sono tornate a Puerta del Sol. Medici, studenti, precari, pompieri. Durante la notte scontri con la polizia. Almeno 26 i feriti e sette arresti. Ma Madrid non è l'unica a scendere in piazza. Cortei anche a Bilbao e Barcellona. I dipendenti statali in diverse città del Paese stanno mandando il traffico in tilt con presidi spontanei.

http://www.corriere.it/esteri/12_luglio ... 56be.shtml
Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì.
I quali si chiederanno cosa non viene apprezzato del loro ottimismo.
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LE CASSE SONO VUOTE.

Messaggioda domenico.damico » 20/07/2012, 21:28

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Re: SPAGNA

Messaggioda domenico.damico » 13/09/2012, 14:36

Non si arresta la fuga dei correntisti in Spagna, Santander e Bbva perdono oltre 20 miliardi a luglio

Mentre i mercati festeggiano il tanto atteso via libera della Corte Costituzionale tedesca al fondo salva-Stati Esm, dalla Spagna arrivano alcuni numeri drammatici sullo stato di salute del sistema creditizio. Sono i dati della Associazione bancaria spagnola del mese di luglio che raccontano come

di Andrea Franceschi - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/PhAXS
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SPAGNA - Sulle case pignorate

Messaggioda domenico.damico » 19/11/2012, 17:22

Crisi Spagna, Rajoy tutela i senzatetto: ‘A loro le case pignorate dalle banche’

Colpo di coda di Madrid che dopo le pressioni dei cittadini si è risolto a stabilire per decreto che gli istituti di credito che hanno ricevuto aiuti di Stato dovranno girare le abitazioni pignorate a chi è rimasto senza. Normata anche la moratoria sui mutui

di Alessio Pisanò | 18 novembre 2012

Le case pignorate dalle banche che hanno ricevuto aiuti di Stato vadano a chi un’abitazione non ce l’ha più. Lo ha stabilito per decreto il governo spagnolo che, con un colpo di coda, ha superato l’impasse parlamentare tra popolari e socialisti che stavano bisticciano sui dettagli del da farsi. Il Consiglio dei ministri iberico ha infatti deciso di mettere a disposizione dei tanti “desahuciados” (sfrattati) del Paese, o di chi rischia di esserlo presto, le abitazioni vuote finite in mano agli istituti di credito che hanno ricevuto i milioni di Madrid. La mossa segue di pochi giorni l’approvazione di una moratoria di due anni per le categorie più vulnerabili.

Una decisione a lungo attesa, visto che mentre le banche spagnole incassavano milioni per risanare i propri bilanci e migliaia di case pignorate restavano vuote, circa 400mila cittadini sono rimasti senza un tetto sopra la testa. Situazione che ha portato a un’escalation di suicidi che a loro volta hanno innescato l’indignazione della cittadinanza, culminata in veementi manifestazioni popolari soprattutto nel giorno della manifestazione europea contro l’austerità. L’impossibilità di trovare un accordo in Parlamento tra la maggioranza popolare e la minoranza socialista, ha poi visto il governo di Mariano Rajoy, a lungo criticato per la sua impotenza di fronte all’emergenza sfratti scoppiata nel Paese, intervenire per decreto. Adesso l’Aula di Madrid ha 30 giorni per validare la norma già entrata in vigore.

Dallo scoppio della crisi nel 2008 sono centinaia di migliaia le abitazioni sequestrate dalla polizia perché gli inquilini non pagavano più il mutuo. Difficile d’altronde arrivare a fine mese in un Paese in recessione per la seconda volta in tre anni e dove il tasso di disoccupazione ha superato il 25 per cento (50% quella giovanile). Una situazione ben descritta dalla precaria del Mundo, Cristina Fallarás (leggi l’articolo di Silvia Ragusa). Ecco che negli ultimi mesi sono cresciuti i casi di suicidi di chi, disperato, non voleva abbandonare la casa. Una situazione che ha portato a numerose manifestazioni di massa e che ha spinto il sindacato della polizia spagnola a difendere gli stessi agenti che non se la sentono proprio di sbattere fuori casa un anziano, una mamma con figlio piccolo o un giovane disoccupato.

In questo contesto erano in molti a chiedere di aiutare quest’esercito di disperati mettendo a disposizione le abitazioni finite nel patrimonio di quelle banche salvate a colpi di milioni di euro da Madrid e Bruxelles. Solo martedì scorso, infatti, il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker aveva annunciato che gli aiuti europei alle banche spagnole saranno versati a inizio dicembre. Parliamo di una cifra inferiore ai 100 miliardi chiesti in un primo tempo all’Europa, ma pur sempre enorme se confrontata alle poche migliaia di euro non pagate e costate lo sfratto a migliaia di spagnoli.

Seconda novità del decreto approvato, una moratoria di due anni sulla scia di quella proposta dalle banche martedì 13, ma regolamentata, per le categorie più deboli, come le famiglie con un reddito lordo inferiore ai 1600 euro mensili, quelle numerose (in accordo con la relativa definizione giuridica), quelle con bambini minori di tre anni o con un membro portatore di handicap (disabilità non inferiore al 33%), i disoccupati senza sussidio e le vittime di violenza domestica. Quest’ultima categoria sembra fatta ad hoc per evitare i casi simili alla donna di 44 anni, parzialmente invalida in seguito ai maltrattamenti subiti dall’uomo con cui ha vissuto per 18 anni, che qualche giorno fa ha messo in vendita i propri organi non vitali su Internet per poter pagare le rate del mutuo e continuare a mantenere la figlia.

Fino ad oggi, infatti, le chance di non finire in mezzo a una strada per chi aveva ricevuto lo sfratto dipendevano tutte dai tribunali locali, in grande difficoltà e imbarazzo nel far applicare una legge che risale addirittura al 1909. L’ultimo caso giovedì a Valencia, dove il giudice ha salvato dalla strada una ragazza madre con una figlia di 13 anni. “Ci hanno provato tre volte a sbattermi fuori”, ha raccontato la ragazza, “Ma se ne andavano quando sentivano il cane abbaiare”.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11 ... he/417726/
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Messaggioda domenico.damico » 21/02/2013, 17:23

Anche i pompieri di Madrid e Canarie non collaboreranno negli sfratti

Continua con forza la lotta contro gli sfratti in tutta la penisola iberica. Dopo l'iniziativa intrapresa dai fabbri di Pamplona, che si negano di collaborare in caso di sfratti esecutivi, ora è la volta dei pompieri. Dapprima quelli di A Coruña (Galizia), sostenuti successivamente da quelli catalani. L'azione esemplare di tre giorni fa dei pompieri galiziani che hanno dato il “ben servito” all'ufficiale giudiziario incaricato di eseguire lo sfratto di un'anziana signora, rappresenta una continuità di opposizione al fenomeno degli sfratti, mentre il 16 febbraio scorso in cinquanta città iberiche sono state attraversare in contemporanea da molteplici cortei per il diritto alla casa e contro gli sfratti. Ma l'iniziativa dei pompieri non solo ha valore per il rifiuto ad intervenire ma anche per la solidarietà espressa dagli stessi che hanno esposto uno striscione contro gli sfratti sul loro camion.

Notizia fresca è invece il rifiuto di partecipare ad azioni di questo tipo anche da parte dei pompieri della Comunità di Madrid e quelli delle Canarie. Attraverso due comunicati di uno dei grandi sindacati spagnoli CCOO, i primi hanno fatto sapere che non “contribuiranno ad aumentare le disuguaglianza e la miseria che soffre la classe lavoratrice”, prendendo parte quindi all'iniziativa intrapresa dai pompieri galiziani e seguita da quelli catalani. Stesse intenzioni per quanto riguarda i vigili del fuoco delle Canarie, che ricordano come l'apertura di abitazioni da parte di questo corpo d'emergenza sono legali solo nel caso in cui esiste un rischio concreto per le persone o beni materiali che sono dentro l'abitazione in questione.

Continuano quindi ad aprirsi quegli spazi collettivi di solidarietà, frutto anche del lavoro dei comitati Stop Desahucios (Stop sfratti) che da molti mesi ormai lavorano a stretto contatto nelle realtà cittadine per difendere dagli sfratti quelle persone che continuano a perdere la casa. Un fenomeno frutto di una crisi economica e che non fa altro che mettere in crisi e contrastare concretamente chi nel nome della speculazione e dei propri interessi, non si fa scrupoli a lasciare migliaia di famiglie in mezzo alla strada.

FONTE: http://www.infoaut.org/index.php/blog/c ... li-sfratti


Commento:
come ci ha confermato anche Victor Serri nella sua corrispondenza per "Debito e Democrazia" su radio gamma 5,
questo problema è uno dei più gravi in Spagna; i comitati di quartiere si organizzano per impedire i singoli sfratti, facendo opposizione passiva. Il fatto che anche pezzi (operativi) dello Stato lo facciano, è un segnale molto forte.
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MAGGIO SPAGNOLO

Messaggioda domenico.damico » 15/05/2013, 7:48

In Spagna il Maggio è molto attivo per gli indignados, impegnati in numerose azioni in tante città.

http://mayo2013.tomalaplaza.net/

http://12m15m.acampadadebarcelona.org/

Nel maggio di proteste spagnolo, a due anni dall’emersione degli indignados, c’è un’iniziativa che preoccupava molti. E’ la protesta creativa annunciata presso le filiali di Bankia. Centinaia di persone il 9 maggio hanno costretto oltre trenta filiali di Madrid a chiudere, hanno incontrato migliaia di persone per spiegare le ragioni delle protesta creativa, hanno costruito nuove relazioni solidali tra loro, hanno raccontato via web in diretta senza troppi filtri le proprie azioni. Non si tratta solo di pretendere politiche finanziarie diverse subito, ma di rinnovare le forme di protesta e di ricomporre legami diversi anche nella disperazione. Di seguito, l’articolo che annunciava la protesta #Toque a Bankia, a seguire stralci di cronaca, con notizie, foto, link e video.

PER GLI SVILUPPI DELLE AZIONI DEL 9 MAGGIO:

http://comune-info.net/2013/05/la-banca ... reativita/
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SPAGNA, un po' di storia...

Messaggioda domenico.damico » 05/08/2013, 21:11

Dal sito di Cobraf:


Il Re di Spagna sempre Indebitato

Oggi il Financial Times ha un articolo di due studiosi che hanno appena pubblicato un libro sul debito e i default di Filippo di Spagna nel 1500 al tempo della Invencible Armada, quando la Spagna era la potenza più importante in europa e possedeva un impero su cui "non tramontava mai il sole" con le colonie in America e il loro argento e oro poi possedimenti in Italia, Olanda, Germania..

I re di Spagna però, nonostante possedessero le miniere d'oro e argento maggiori del mondo, erano sempre indebitati con i banchieri Frugger e alcuni banchieri genovesi. Cioè, al tempo in cui la moneta era d'oro e argento i Re di Spagna che contollavano l'80% delle miniere dell'epoca e quindi del flusso di metallo prendevano a prestito da cinque famiglie di banchieri che non possedevano mezza miniera.

E' vero che diedero quattro default solo sotto Fillippo II, per un totale di 13 default della Spagna in tre secoli e coi default riducevano ogni volta di un 20 o 40% il loro debito. I banchieri ogni volta concessero il default senza problemi perché appunto non erano default totali, ma parziali, ma appunto resta che questi si indebitavano e finivano per pagare in media nel 1500 l'80% dei loro debiti verso alcune famiglie di banchieri che potevano far bombardare dalla loro flotta e che comunque non avevano accesso all'oro del Sudamerica come loro.

Anche se ogni tanto alleggerivano il debito con default parziali lo stesso il debito costava al Re di Spagna dal 14 al 20% all'anno includendo varie spese e conversioni dei cambi per cui in 5-6 anni la somma raddoppiava. Ma erano soldi che andavano al 90% a pagare le guerre, per cui se la vincevi andava tutto bene e pagavi con le proprietà che conquistavi e quando perdevi dicevi ai banchieri : "ehi...la Invencible Armada che doveva arrivare in Inghilterra è affondata, diamo un piccolo default". Ogni volta che succedeva qualcosa di imprevisto dalle miniere in sudamerica o nelle guerre il Re chiedeva di sospendere i pagamenti o di ridurre il debito e i banchieri accettavano. Perché comunque ad un costo del 14-20% l'anno alla fine rientravano se avevano pazienza

Ho guardato lo studio originale e qui vedi quanto è costato il debito in media al grande Re di Spagna dal 1566 al 1596: il 49% dei suoi ricavi ! (includendo i quattro default). Meta delle tasse e proventi delle miniere andavano in interessi sul debito. Lo studio dice che altri stati arrivarono al 70-80% di massimo e di media Francia e Inghilterra erano sul 40% dei ricavi del regno che andavano in interessi

Lo studio è bello, ma i due prof. non si pongono la questione fondamentale: il Re di Spagna aveva un impero coloniale con miniere d'oro e argento, ma era sempre indebitato e in pratica se guardi la tabella tutti i proventi delle sue miniere in Sudamerica andavano in interessi pagati a cinque famiglie di banchieri. Come mai era così coglione ? (ok le miniere erano appaltate a privati e lui incassava solo il 20% dell'oro che estraevano perché non erano re assoluti come in Asia, dovevano contrattare con baroni, cortes e altri). Resta che l'oro che il Re di Spagna incassava dall'America andava tutto in interessi ai banchieri.


Fonte: http://www.cobraf.com/forum/coolpost.ph ... cGroupID=1
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