Q - Luther Blissett

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Q - Luther Blissett

Messaggioda Lorenzo Lenzi » 05/01/2012, 13:24

Luther Blissett Q
Q è un romanzo storico di Luther Blissett, "nome multiplo sotto il quale agisce programmaticamente un nucleo di destabilizzatori del senso comune", pubblicato per la prima volta in Italia nel 1999.

Dietro al nome collettivo si celavano quattro scrittori residenti a Bologna: Roberto Bui, Giovanni Cattabriga, Federico Guglielmi e Luca Di Meo, in seguito conosciuti come Wu Ming, benché "la giusta attribuzione di Q [vada] all'intero universo comunicazionale definito dall'uso del nome multiplo".

Pubblicato in Italia da Einaudi, è stato tradotto in inglese, spagnolo, basco, tedesco, olandese, francese, portoghese, danese, polacco, greco, russo, ceco, coreano e turco.

Come tutti i libri scritti dai Luther Blissett/Wu Ming a partire dal 1996, Q reca la dicitura « Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.» Questo è un precedente importante poiché si tratta della prima opera pubblicata da una major con una formula anti-copyright


Trama « Ieri ho domandato a un pargolo di cinque anni chi fosse Gesù. Sapete cosa ha risposto? Una statua. »
(Bernhard Rothmann)

Prologo Il romanzo si apre nel 1555, a Istanbul, il protagonista ricorda la sua vita iniziando a leggere il diario di Q con in mano varie reliquie di quelle che sono state le sue battaglie.

Il Coniatore
Con un flashback, la scena si sposta a Frankenhausen, dove il protagonista, insieme al suo compagno di battaglie Elias, sta cercando di salvare il Magister, Thomas Müntzer, che è svenuto, dopo il massacro della Battaglia di Frankenhausen ed il successivo saccheggio della città. Quando trovano una casa libera dove poter nascondere il Magister, Elias si sacrifica per rallentare i lanzichenecchi al comando del langravio Filippo d'Assia e del duca Giorgio di Sassonia. Müntzer viene però riconosciuto grazie alla sacca contenente le sue lettere che il protagonista ha accidentalmente lasciato cadere mentre si rifugiava in soffitta.

Dopo molte ore, quando al calar della notte i lanzichenecchi avevano lasciato la città, il protagonista esce allo scoperto e riesce ad uccidere un manipolo di mercenari e prendere i loro abiti per potersi spacciare per uno di loro tornato vittorioso dalla "paga più facile della sua carriera". Si mette quindi alla ricerca di Hans Hut, un libraio di Bibra simpatizzante per i protestanti, ma quando arriva nella sua città apprende che si è trasferito da poco; decide così di raggiungere la casa di un pastore favorevole alla rivolta contadina: Wolfgang Vogel che gli dà un lavoro come taglialegna, vitto, alloggio ed un nuovo nome: Gustav Metzger.

Qui, con l'altra sacca di lettere di Thomas Müntzer che era riuscito a salvare, ripercorre con la mente gli avvenimenti trascorsi dal 1519, quando era un giovane studente dell'Università di Wittenberg in contemporanea con la predicazione di Martin Lutero, cui era stato appena affiancato il giovane e dotto professore di greco Filippo Melantone.

Durante un dialogo fra Melantone ed il rettore dell'Università, Andrea Carlostadio, quando sembra che Melantone abbia ormai convinto il rettore che la divisione in classi sociali è voluta da Dio, si intromette lo sconosciuto Thomas Müntzer, confutando la tesi di Melantone e sostenendo che Lutero prima si era ribellato all'autorità papale e poi, dopo il fallimento della Dieta di Worms, quando era stato rapito da Federico di Sassonia, si era innalzato a nuovo papa.

Dopo la partenza di Müntzer da Wittenberg, il protagonista ed il suo amico Martin Borrhaus, detto Cellario, iniziano a diventare sempre più insofferenti verso Lutero, vendutosi ai principi e, all'arrivo dei cosiddetti "profeti di Zwickau" decidono di andare a cercare Müntzer in Turingia. Intanto Carlostadio inizia ad operare radicali modifiche sullo statuto clericale all'interno dell'Università, fatto che spinge i principi ad allentare il giogo su Lutero per poterlo usare per mantenere l'ordine a Wittemberg.

Ad Halle, il protagonista incontra Elias, il quale poi gli presenta Thomas Müntzer e sua moglie Ottilie von Gersen, che da allora faranno parte di un gruppo indivisibile.

Nel 1521 Müntzer e i suoi sono ad Allstedt, dove il Magister con i suoi sermoni appoggia i contadini nell'assalto ad un convento di francescani usurai, che però gli mette contro l'esattore Zeiss, subordinato al Principe Elettore di Sassonia, che lo convocano per parlare delle sue idee religiose. Qualche giorno dopo la sua partenza, una lettera firmata da un certo Qoèlet, lo avverte delle intenzioni dei principi ma ormai è troppo tardi. All'incontro, Müntzer tiene un sermone che destabilizza l'origine divina del potere temporale; quindi tutto si conclude con un nulla di fatto; durante l'assenza di Müntzer, però, le opposizioni interne si sono rafforzate e e il gruppo viene scacciato dalla città.

Müntzer e i suoi vanno allora a Mühlhausen dove incontrano Heirich Pfeiffer, un predicatore che sta incitando i borghigiani alla rivolta contro i ricchi mercanti detentori del potere politico. Quando un certo Willi Pustola viene incarcerato ma non vengono applicate su di lui le leggi cittadine riguardo alla prigionia, i borghigiani si ribellano tenendo in scacco la parte alta della città, che però riesce a liberarsi con l'aiuto dei contadini e a pacificare la città con minime concessioni. Müntzer, Pfeiffer ed i capi della rivolta vengono espulsi ma hanno imparato la lezione: i contadini sono fondamentali.

Müntzer allora si reca a Norimberga, per incontrare il libraio Hans Hut per fargli stampare i suoi scritti e anche dei "fogli volanti" da distribuire in ogni luogo; qui incontrano anche Johannes Denk, che si unirà al loro gruppo. Anche qui arriverà un'espulsione extra muros causata dalla loro predicazione.

Hut offre loro ospitalità a Bibra e lì Müntzer decide di dividere il gruppo per poter distribuire più fogli volanti possibili e cercare di tirare dalla loro parte i contadini ed i minatori della Turingia per cercare di rientrare e prendere Mühlhausen.

Cogliendo l'occasione di una fiera i contadini e i minatori entrano in massa a Mühlhausen e, insieme ai borghigiani, riescono a prendere la città. La città viene riorganizzata abolendo tutti i privilegi mentre giungono notizie di rivolte dalle città limitrofe.

Intanto si prepara la controffensiva dei principi; quando le truppe di Filippo d'Assia stanno per assediare Frankenhausen, Il Magister Thomas riceve un'altra lettera da Qoèlet, che finora gli ha sempre dato consigli preziosi, che lo informa che le truppe del langravio sono allo sbando; Müntzer decide di marciare con 300 compagni sulla piana di Frankenhausen, mentre manda Denk a cercare rinforzi. Quando le truppe del Magister arrivano alla piana, senza nemmeno essersi congiunte con le forze radunate da Denk, trovano un esercito ben organizzato e lì vengono annientati.

Un Dio, una fede, un battesimo [modifica]1538. Dopo la condanna a morte di Jan van Batenburg, il protagonista, che faceva parte della sua banda di anabattisti violenti responsabili di innumerevoli saccheggi, omicidi e stupri, cerca di scappare dalle fiandre per sfuggire al patibolo, dopo essersi eliminato con il fuoco il tatuaggio che indicava l'appartenenza a quella banda. Dal Brabante, si rifugia quindi ad Anversa da dove riesce, grazie ad un certo Philipp conosciuto per caso fuori da un'osteria a farsi imbarcare come mozzo su una nave diretta a Plymouth in Inghilterra.

Il giorno della partenza, mentre si dirige al molo della nave, intravede un gruppo di soldati spagnoli che pestano uno in un vicolo per rappresaglia dovuta all'uccisione qualche giorno prima di un soldato spagnolo, decide di passare avanti ma dalla nave più vicina scendono altri spagnoli che lo picchiano selvaggiamente, senza ucciderlo, ma lasciandolo per strada svenuto.

Quando si risveglia, è stato salvato e curato da un copritetti, Lodewijk Pruystinck, detto Eloi che gestisce una casa comune con i soldi che riesce ad avere da ricchi mercanti che appoggiano la sua causa. Notata la cicatrice del tatuaggio che rivela l'appartenenza agli Armati della Spada, la banda di Batenburg, Eloi è impaziente di ascoltare la sua storia ma il protagonista ha perso tutti gli stimoli, inoltre quando Eloi gli chiede il suo nome, lui gli dice che pùò essere chiamato come preferisce; questo affascina Eloi, e lo spinge a insistere sul racconto, ottenendo un altro rifiuto. Allora si rivolge al protagonista chiamandolo Lot, Colui che non si volta indietro. Nella cominutà di Eloi, il protagonista incontra anche una ragazza di nome Kathleen e sua figlia Magda; questi incontri, oltre a ridargli degli stimoli, lo convincono a raccontare la sua vita ad Eloi.

1525. Dopo la disfatta di Frankenhausen e il periodo trascorso da Vogel, il protagonista assume il nome di Lucas Niemanson e arriva ad Augusta, dove incontra Denk per un'adunata dei superstiti, ivi compreso il libraio Hans Hut. Eccetto Denk, però, gli altri partecipanti al sinodo si credono profeti o mistici, predicando talora con gesti talmente plateali da non poter essere lasciati inosservati dalle autorità di Augusta che una notte catturano e mettono a morte molti esponenti del movimento (il cosiddetto Sinodo dei Martiri). Hut viene catturato e muore tentando di evadere dalla propria cella. Denk riesce a fuggire la notte per rifugiarsi a Basilea mentre il protagonista esce dalla città il giorno dopo con la famiglia dell'amico, insieme a Leupold, uno dei fratelli più moderati che però si è rivelato il più duro e non ha confessato ed è stato bandito dalla città, diretto a Strasburgo, dove il suo amico Martin Borrhaus detto Cellario lo sta aspettando.

A Strasburgo, Cellario fornisce al protagonista una nuova identità: Lienhard Jost, marito ritornato dalla Germania di Ursula Jost, altra donna in fuga dal passato misterioso. Con Ursula il rapporto va ben oltre la finzione: i due infatti iniziano una relazione poco dopo essersi conosciuti. Le cose sembrano andare bene finché non arriva in città il predicatore ambulante Melchior Hofmann, che viene convinto da Lienhard ed Ursula a recitare le sue visione e che utilizzano come alleato per compiere disordini contro l'élite religiosa, tolerante ma statica e senza coraggio; disordini che culminano con un'enorme orgia in casa della dama Carlotta Hasel.

Inimicatosi le autorità cittadine, Lienhard decide di partire insieme a Hofmann alla volta di Emden, dove a causa della sua predicazione, Hofmann viene esiliato e la comunità anabattista nascente venne guidata da Jan Volkertsz detto Trijpmaker.

Sotto la guida di Lienhard e di Trijpmaker, la comunità anabattista si sposta ad Amsterdam, dove a causa delle loro predicazioni contro la ricchezza viene segnalata alle autorità. Trijpmaker, sulla cui testa pende una taglia, ha la possibilità di scappare ma decide di consegnarsi alle autorità e viene bruciato sul rogo.

Braccato dagli sbirri, il protagonista assume il nome di un cugino della famiglia che lo nasconde, morto annegato durante un viaggio in Sassonia: Gerrit Boekbinder. Gli venne affibbiato il curioso soprannome "Gert dal Pozzo" per un episodio accaduto fuori da un'osteria, durante una rissa: caduto in un pozzo, ne è riemerso per abbattere gli avversari a colpi di secchio. In quell'occasione conosce il fornaio di Haarlem Jan Matthys, anabattista radicale. Tra i due si instaura un profondo rapporto tanto che, in una disputa sull'accettazione della violenza all'interno del movimento anabattista, Gert si schiera dalla parte del suo nuovo amico contro Hofmann, decretando praticamente la leadership di Jan Matthys il quale inizia a cercare adepti tra le classi sociali più basse; recluta quindi il lenone e attore Jan Bockelson, proveniente dalla città di Leida.

Quando i fedelissimi di Matthys arrivano a dodici, come il numero degli apostoli, questi li divide in coppie per andare a predicare in varie città; Gert e Jan di Leida si avviano verso Münster, su segnalazione di Bartolomehus Boeckbinder, per incontrare il predicatore locale, Bernhard Rothmann.

I cittadini hanno appena scacciato il vescovo Franz von Waldeck e messo in minoranza i cattolici, ma vi è comunque una tensione tra i luterani, rappresentati dai borgomastri e gli anabattisti, rappresentati da Rothmann, il capo della gilda dei tessitori Berndt Knipperdolling e gli apostoli di Matthys, Gert e Jan.

Quando la situazione degenera, i luterani si arroccano nel monastero di Überwasser dove iniziano a trattare per il ritorno in città dei cattolici, mentre gli anabattisti si barricano nella piazza della chiesa di San Lamberto. Qui un mercenario, Heinrich Gresbeck, fa notare a Gert come lui sia l'unico addestrato a combattere, e lo convince a farsi nominare capitano e a guidare gli anabattisti, mentre Gresbeck gli farà da luogotenente. Gert, Gresbeck ed un manipolo di uomini marciano così sul monastero, convincendo i luterani ad allearsi con loro e a non aprire le porte ai cattolici, guadagnando così, oltre alla pace ed al controllo della città, una enorme fama di condottiero.

Intanto Matthys annuncia il suo arrivo in città. Gli abitanti di Münster si aspettano che governi sulla falsa riga dei suoi profeti ma Matthys sembra cambiato: sebbene mantenga le promesse come l'abolizione del denaro e dei priviliegi, espelle cattolici e luterani dalla città, lasciandoli nudi nelle campagne durante l'inverno, fa uccidere i dissidenti, brucia tutti i libri che non siano la Bibbia e mette tutto il potere in mano dei suoi fedeli olandesi, predicando la fine del mondo per il giorno di pasqua e la salvezza per gli abitanti della nuova Gerusalemme.

Quando, a Pasqua, non succede nulla, Gert e Gresbeck decidono di uccidere Matthys ma questi li anticipa tentando un attacco suicida alle linee del vescovo, dove rimane ucciso. Dopo che il suo cadavere è stato rispedito dentro le mura a pezzo in una cesta, la folla acclama Jan Bockelson come nuovo leader.

Gert approfitta del fatto che deve cercare armi e munizioni e va in Olanda, prendendosi un po' di tempo per riflettere. Al suo ritorno, Jan di Leida si è dichiarato Re di Gerusalemme, gli altri capi della rivoluzione fanno parte della sua corte, è stata stabilita la poligamia e si vive in un clima di terrore. Disgustato, Gert lascia la città qualche mese prima della disfatta con un manipolo di uomini prima che, grazie ad un traditore all'interno, il vescovo riuscisse ad espugnare la città. Dopo la divisione del gruppo viene trovato, quasi morto di stenti da Jan di Batenburg, che lo accetta nella sua banda.

Qui termina il racconto fatto a Eloi nel 1538. Eloi presenta a Lot Gotz von Polnitz, il cui vero nome è Lazarus Tucher, il miglior agente dei Fugger di Augusta, dato per morto anni prima, che propone a Lot, che prende il nome di Hans Grüeb, ed Eloi una colossale truffa da trecentomila fiorini alla banca dei Fugger con false lettere di credito in cinque anni, tempo che ci avrebbero messo per accorgersene. Gotz parla anche con il protagonista di quando una spia al soldo di un potente di Roma diretta a Münster si era recato alla sua filiale per ritirare dei soldi con un sigillo raffigurante una Q, che il protagonista riconduce al Qoèlet che tradì Thomas Müntzer. Questo Q avrebbe quindi infranto, oltre al sogno del magister cui partecipò il protagonista, anche la prospettiva di una nuova Sion, mandando in frantumi ogni cosa su cui il protagonista avesse mai contato.

Il Beneficio di Cristo
1545. Anton Fugger scopre la truffa e, per non perdere la faccia con una denuncia pubblica, invia una lettera a Gian Pietro Carafa chiedendogli di sguinzagliare l'inquisizione contro Eloi e i suoi. Eloi viene catturato e ucciso; Gotz prende la sua parte di soldi e, come stabilito, quella di Eloi per poter accudire Kathleen e Magda in Inghilterra mentre il protagonista si rifugia a Basilea, dove frequenta il circolo protestante di Johannes Oporinus. Proprio Oporinus gli presenta il libraio toscano Pietro Perna che lo invita ad essere suo socio nella diffusione clandestina de Il Beneficio di Cristo un'opera scritta dal monaco Benedetto Fontanini, molto vicino al circolo degli spirituali di Reginald Pole, che accetta la giustificazione "per sola fede" di stampo luterano e calvinista.

Intanto Carafa manda Q a spiare il circolo dei cardinali simpatizzanti per Pole per cercare di ricondurli ad un testo eretico e contrastare la quasi scontata elezione al soglio pontificio del cardinale esule inglese.

Quando il protagonista arriva a Venezia per entrare in contratto con gli stampatori, alloggia in una locanda che, come tutte a Venezia, funge anche da bordello, gestito da donna Demetra. Qualche giorno dopo il suo arrivo alla locanda, il bandito il Mulo minaccia Demetra di rubare le ragazze dal suo bordello, ma viene pestato a sangue dal protagonista, che ora si fa chiamare con il nome allemanizzato di Eloi, Ludwig Schaliedecker, cui viene offerta la possibilità di investire nella locanda e diventare socio di Demetra. All'inaugurazione della nuova locanda, Ludwig conosce tre portoghesi ma fiamminghi d'adozione: João Miquez, suo fratello Bernardo e il loro agente Duarte.

Fuori dalla locanda, gli sgherri del Mulo circondano Ludwig, ma questi viene salvato da João e dai suoi uomini che si dimostrano interessati all'affare Beneficio di Cristo che, nel frattempo è stato scomunicato dal concilio di Trento, cosa che ha aumentato di molto la riluttanza degli stampatori della serenissima. I Miquez sostituiscono così gli stampatori veneziani nell'affare Beneficio di Cristo.

Intanto il protagonista apprende da un cliente del bordello che, con ogni probabilità, Q era una delle tante spie al soldo di Carafa nel Nord Europa e decide quindi di attirarlo, riprendendo la predicazione anabattista dei tempi di Münster, approfittando dei viaggi per le consegne del Beneficio di Cristo, col nome di Tiziano. Tiziano converte molta gente all'anabattismo spingendo Carafa a mandare Q, che nel frattempo spiava gli spirituali a Viterbo, sulle tracce di questo Tiziano. A Venezia, Q riceve anche l'incarico di fomentare l'odio contro gli ebrei, ivi compresi i Miquez, per convincere il Senato ad espellerli.

Durante un viaggio a Mantova, Tiziano incontra un cardinale diretto al conclave, Giovanni Maria Ciocchi del Monte e lo convince ad intercedere con l'abate del monastero in cui è rinchiuso Benedetto Fontanini a liberarlo.

Messo in contatto con le inquisizioni del Nord Italia, Q arriva, partendo dalle confessioni degli anabattisti a João Miquez e seleziona una lista di tedeschi residenti a Venezia che potrebbero essere l'alter ego di Tiziano. Di questi, collega subito Ludwig Schalidecker ad Eloi, che aveva visto bruciare sul rogo ad Anversa e realizza che l'unico personaggio capace di una tale manovra, e anche l'unico ad essersi salvato sicuramente da Münster in quanto aveva lasciato lasciato la città prima della caduta, non sia altri se non il capitano Gert dal Pozzo.

Ma il protagonista ha teso una trappola al suo eterno nemico che, una volta sorpreso ad indagare su Ludwig Schalidecker, viene fatto prigioniero dai Miquez e portato davanti al protagonista che riconosce in lui il suo vecchio luogotenente Heinrich Gresbeck. Nel dialogo tra i due Q dice al protagonista che, sebbene abbia sempre vinto la battaglia contro di lui, le vittorie non sono sue, in quanto lui aveva sempre fatto ciò che Carafa gli ha ordinato; sente quindi di non aver vissuto la sua vita ed immagina che Carafa non abbia più bisogno di lui e che, ora che ha trovato Tiziano, lo farà uccidere e gli propone di mandare all'aria i piani del cardinale presentando la confessione dell'aiutante di Tiziano, Pietro Manelfi il quale, oltre ad aver rivelato all'inquisizione i nomi di tutti gli adepti, ha anche rivelato dell'incontro tra Tiziano ed il cardinale Ciocchi del Monte, appena eletto papa nella ricerca di un equilibrio tra spirituali ed intransigenti, che se rivelato provocherebbe uno scalpore tale da far pendere il conclave successivo verso Reginald Pole. Q da anche il suo diario al protagonista. | All'uscita della filiale Fugger dove hanno ritirato la confessione, il protagonista e Q vengono attaccati dagli sgherri di Carafa ma riescono a rifugiarsi nel bordello di Ludwig, dove vengono però attaccati dal Mulo che incendia il locale. Q viene ucciso da una trave caduta dal soffitto dopo che lui e il protagonista avevano ucciso tutti gli aggressori, e la confessione di Manelfi viene bruciata.

A Venezia la predicazione antigiudaica di Q aveva dato i suoi frutti e gli ebrei erano molto mal visti. I Miquez decidono allora di rifugiarsi ad Istanbul, sotto la protezione del Sultano e di aiutare a fuggire i loro compagni ebrei. Dalla cacciata degli ebrei, Venezia inizia una lunga ed inesorabile decadenza.

Epilogo Istanbul, 1555. Gian Pietro Carafa è diventato papa con il nome di Paolo IV, la Pace di Augusta mette fine alle guerre di religione accontentando sia i principi che l'imperatore, senza lasciare nulla a borghigiani e contadini, ma al protagonista, che ora si chiama Ismael Il-Viaggiatore-Del-Mondo tutto questo non interessa, ora fa da consulente a Jossef Nassi, nome con il quale è conosciuto ad Istanbul João, racconta le sue avventure al sultano e si gode in pace gli ultimi anni della sua vita.
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Q_(romanzo)


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Ringrazio gli amici Emiliano e Sandro che tanto hanno insistito perchè leggessi questo romanzo che ho trovato davvero straordinario.

Mi fermo e ad alta voce butto fuori tutto quanto: perchè nessuno mi ha mai parlato delle banche?! Q.
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Re: Q - Luther Blissett

Messaggioda marcos » 07/01/2012, 12:17

A parte il giudizio letterario sul libro, che io ho trovato veramente coinvolgente, c'è da aggiungere che, nel punto del libro in cui viene allestita la colossale truffa viene svelato in maniera semplice ed efficace il meccanismo della creazione dal nulla legata al prestito di note di banco. Ricorda la chiarezza della scena della scacchiera di "El cuncursante".
Poi il protagonista però non fa altro che confermare la profezia di Rothchild, chi capirà il sistema lo sfrutterà per i propri interessi...
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Re: Q - Luther Blissett

Messaggioda Emiliano Careri » 07/01/2012, 22:17

Mantenendo gli stessi autori devo citare la dedica che apre il romanzo "54". Gli stolti troppo spesso siamo noi, proprio noi.
MA " Agire in un modo diverso porta a pensare in modo diverso".

Wu Ming

54


A Gilberto Centi.

Non c'è nessun «dopoguerra».
Gli stolti chiamavano «pace» il semplice allontanarsi del fronte.
Gli stolti difendevano la pace sostenendo il braccio armato del denaro.

Oltre la prima duna gli scontri proseguivano. Zanne di animali chimerici affondate nelle carni, il Cielo pieno d'acciaio e fumi, intere culture estirpate dalla Terra.
Gli stolti combattevano i nemici di oggi foraggiando quelli di domani.

Gli stolti gonfiavano il petto, parlavano di «libertà», «democrazia», «qui da noi», mangiando i frutti di razzie e saccheggi.

Difendevano la civiltà da ombre cinesi di dinosauri.
Difendevano il pianeta da simulacri di asteroidi.
Difendevano l'ombra cinese di una civiltà.
Difendevano un simulacro di pianeta.
Una società cresce e diventa grande quando uomini vecchi piantano alberi alla cui ombra sanno di non potersi mai sedere.
Emiliano Careri
 
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