BERLUSCONI E LA STAMPA DI MONETA

Come l'economia invade tutti gli aspetti sociali dal governo alle relazioni all'interno e tra le comunità

BERLUSCONI E LA STAMPA DI MONETA

Messaggioda domenico.damico » 01/06/2012, 19:34

A parte la proposta di Berlusconi, la reazione dei media è unanime: proposta inapplicabile, l'Italia ha sottoscritto degli impegni in Europa, inflazione, isolamento del Paese...
manca solo l'invasione aliena. Fantastico. Ovvio poi che la proposta, in bocca al politico più screditato del mondo, non può che sembrare una battuta.

Da sottolineare anche l'enorme superficialità degli articoli: in una riga dicono di una stampa da parte della zecca (di euro, mah...) e poi della Banca d'Italia, come fossero la stessa cosa.


Berlusconi: "Ecco la mia pazza idea: stampiamo l'euro con la nostra Zecca"
L'ex premier: "La Bce ci ascolti o addio moneta unica. La gente sotto choc, Paese ingovernabile.
Il futuro politico? Né al Quirinale né premier: farò solo l'allenatore"

ROMA
Silvio Berlusconi prende in prestito il titolo di una nota canzone di Patty Pravo per svelare, ai parlamentari del Pdl riuniti in
assemblea (dove non sono mancate file di sedie vuote) quale sia la sua «pazza idea». Al termine di un ragionamento dai toni decisamente euroscettici l’ex capo del governo
lancia la sua ricetta per uscire dalla crisi: chiedere allaBanca Centrale Europea di stampare più moneta ’minacciandò, in caso di rifiuto della Germania, di
uscire dalla zona euro. Ma non è finita qui, perché l’ex capo del governo rincara la dose proponendo che sia la Banca d’Italia a stampare più euro, oppure, (in caso di addio alla moneta unica) rimettere in
circolo la lira. Un discorso, quello di Berlusconi, che prende spunti dal modello economico americano. Non è la prima volta infatti che l’ex capo del governo insiste sulla necessità che i poteri della Bce siano
rafforzati in modo da rendere i compiti dell’Eurotower simili a quelli del Fed americana. L’idea poi che l’Italia abbandoni la moneta unica, a detta dell’ex premier, non dovrebbe destare
stupore: «Non mi sembra la fine del mondo», spiega citando la «solidità» della Gran Bretagna che non è mai entrata nell’euro. Parole contro cui si scaglia l’Idv: «Berlusconi vuole trasformare l’Italia in un
Paese di falsari» mentre la Lega plaude alle sue parole: «Bene che valuti l’uscita dall’Euro».


Addirittura al TG de La7, nel servizio che parlava di questa cosa, si è parlato della stampa di moneta di Kennedy in conflitto con la FED e del conseguente assassinio del Presidente Usa...
finiva con le parole "ma questa è tutta un'altra storia".

Ormai è ufficiale: anche il complottismo in prima serata e nei TG. Insomma, tarallucci e vino...
Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì.
I quali si chiederanno cosa non viene apprezzato del loro ottimismo.
Ennio Flaiano
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Re: BERLUSCONI E LA STAMPA DI MONETA

Messaggioda ANTONIO » 08/06/2012, 20:15

Buona sera, ma voi che ne pensate?
Giacinto Auriti non aveva fatto una cosa del genere con il Simec? E' durato solo due mesi, poi è stato sequestrato, ma lui appellandosi era stato riconosciuto non colpevole.
Non si può riprendere in considerazione quella possibilità? Magari senza abbandonare l'euro, ma avendo le due monete insieme?

Grazie
ANTONIO
 
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Re: BERLUSCONI E LA STAMPA DI MONETA

Messaggioda Vito Zuccato » 08/06/2012, 20:47

Berlusconi e i media sulla questione non hanno spiegato alcunché. Sono soltanto le solite battute confusionarie.

Berlusconi quando parla di stampare moneta nazionale dice le stesse cose tipiche dell'accademia, è un'espressione semplificata molto usuale: significa far emettere moneta dalla banca centrale residente nella giurisdizione nazionale (in questo caso in Italia).
E quando parla di zecca si riferisce chiaramente alla comune credenza che sia la zecca di Stato a creare tutta la massa monetaria, cosa falsa in quanto la zecca italiana conia ed emette soltanto le monete metalliche dell'euro italiano.
Come se non bastasse, già adesso la Banca d'Italia emette l'euro cartaceo italiano (che ha un'apposita lettera di riconoscimento nel codice numerico) per conto della Banca Centrale Europea.

L'aspetto tragicomico in tutto questo è che le tre banche commerciali-universali di cui Berlusconi è azionista (Mediolanum, Mediobanca e Capitalia-Unicredit) creano più promesse di euro cartacei di quanti euro cartacei crei una banca centrale, cioè creano più moneta di una banca centrale.

L'aspetto '«"cospirazionistico"»' in tutto questo potrebbe essere quanto segue:
- Silvio Mediolanum Mediobanca Mediaset Medioman;
- l'espressione «sistema bancario» obbligatoriamente scritta nel seguito (vedi *).

L'aspetto forse più "interessante" della vicenda è che:
1. Berlusconi ha già poco tempo fa parlato altrettanto confusionariamente di riformare lo statuto della BCE per farla diventare una banca centrale tipo la Federal Reserve, non si sa bene se riducendone l'indipendenza o se permettendole di fare la prestatrice di ultima istanza ANCHE per le Pubbliche Amministrazioni, oltre che per le sole banche commerciali (come quelle di proprietà di Berlusconi stesso);
2. Berlusconi è stato indotto a lasciare il Governo a novembre 2011 anche da pressioni fattegli dal socio bancario Ennio Doris, per evitare troppi contraccolpi borsistici sulle loro banche;
3. l'attuale esecutivo degli amministratori di banca (Monti-Passera-Fornero-Giarda-Gnudi) ha sostituito il precedente esecutivo degli azionisti di banca (Berlusconi);
4. Mediaset, una delle aziende non bancarie di Berlusconi, riceve finanziamenti a go-go proprio da Intesa San Paolo, la banca in cui Passera e Fornero erano dirigenti fino a pochi mesi fa;
5. il berlusconiano Antonio Martino ha collegato la boutade di Berlusconi sulla zecca agli "spettacoli" sulla moneta dell'immobiliarista berlusconiano Beppe Grillo di qualche anno fa (come sappiamo è l'inventore del Signoraccio Bbanggario Show).

Lascia completamente perdere i politici nostrani quando parlano di moneta: sono tutti o azionisti o amministratori o faccendieri di banche commerciali. Se vuoi ti faccio l'elenco minuzioso.
L'attuale classe politica italiana è tra le più banco-centriche del mondo, e storicamente su questo l'Italia insegna da secoli, non da 20 anni.

Un'ipotesi di fantapolitica potrebbe essere, nel contesto, far emettere moneta alle banche di Berlusconi per finanziare il reddito monetario di esistenza, tecnicamente erogando sconti di esistenze con scadenza a 120 anni (la vita media che Berlusconi ha mesi fa dichiarato per le nuove generazioni).

Anche recenti studi della Bocconi di Monti hanno sancito la necessità del reddito monetario di esistenza, quindi Berlusconi non può tirarsi indietro.

E il cerchio si chiude completamente per il fatto che Berlusconi sostiene in Parlamento il Governo Monti, che senza tale sostegno cadrebbe immediatamente.

~~~

Parlare dell'esperimento del Simec di Auriti in questa sede ha poco senso e sta a questo argomento berlusconiano come l'acqua al fuoco.

Brevemente, rispondo che tutto è possibile a livello operativo, a patto che esista GIA' una massa critica di individui consapevoli in maniera sufficientemente approfondita di cosa si va a fare di nuovo.
Tieni presente che lo stesso esperimento del Simec è stato AFFOSSATO dagli stessi commercianti e dagli stessi cittadini a cui Auriti aveva proposto su di un piatto d'argento l'alternativa monetaria: furono proprio coloro che vennero commercialmente danneggiati dal non aver aderito alla convenzione del Simec a far volontariamente bloccare tutto, invece di aderire a loro volta (ottenendo vantaggi immediati).
Ma pensare a un accordo di desistenza tra sistema bancario* e cittadini emettitori indipendenti di moneta è tragicomico: è come permettere a un sicario di gambizzare anziché di uccidere.
Più concretamente, significherebbe mettersi d'accordo col sistema bancario* e col fisco per RIDURRE IL PIZZO a loro vantaggio, perché la parte rimanente del flusso di moneta se lo creano e se lo gestiscono i cittadini da soli.
Perché si tratta a tutti gli effetti di un pizzo pari a tutti i debiti acquistati con l'emissione di moneta bancaria inclusi gli interessi maturati sugli stessi dal sistema bancario*.
E il prelievo fiscale è perfettamente funzionale al sistema del pizzo bancario, poiché serve al contempo 1. a rimborsare il debito pubblico e a pagare gli interessi sullo stesso al sistema bancario*, 2. a riciclare il più possibile la moneta bancaria già in circolazione per coprire la parte di spesa pubblica non coperta dall'accensione di nuovo debito pubblico col sistema bancario* e 3. a sperare per la realizzazione di 2. che il settore privato (imprese e persone fisiche) nel frattempo si indebiti col solito sistema bancario* per far sì che il prelievo fiscale abbia in seguito la massa monetaria da prelevare dal settore privato stesso.
Vedi anche questo, per ragionare un po' su come funziona la finanza pubblica: http://www.monetaproprieta.it/phpbb/viewtopic.php?p=1031#p1031

Euro o Simec o Lira o Marco o altro non ha importanza.
E' come disputare sul numero di righe della maglia dell'Inter.
Non si può continuare imperterriti a parlare di nomi, facciate, vestiti, contenitori e fantasmi.

La cosa davvero IMPORTANTE è INTANTO che si inizi a parlare della MODALITA' di emissione e di gestione dello strumento "moneta".
E' oltremodo assurdo parlare di soluzioni a un problema quando non si sa nemmeno quale sia il problema e se è effettivamente un problema quello che alcuni enunciano come tale.

Anche nel caso in cui tu vorresti sostituirti agli attuali allevatori di bestiame, DEVI sapere prima come funziona l'allevamento, quindi in tutti i casi sei obbligato ad approfondire le questioni.

Un modo per procedere è PRATICAMENTE questo. Prendilo in considerazione seriamente e facci sapere.
Anche perché dall'altra parte hai chiesto nello specifico e poi sei sparito senza dire nulla.

Così, perché no, dopo aver ascoltato o risposto dal vivo alla domanda:
ANTONIO ha scritto:Buona sera, ma voi che ne pensate?

si potrebbe anche conoscere dal vivo la risposta alla domanda: "Ma TU, che ne pensi?"

Prego.
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Re: BERLUSCONI E LA STAMPA DI MONETA

Messaggioda chrismaggio76 » 28/06/2012, 18:59

carissimissimo Vito,ti chiedo un gran piacere:potresti postare l'elenco dei politici nostrani di cui hai scritto in precedenza legati alle banche commerciali?grazie
chrismaggio76
 
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Re: BERLUSCONI E LA STAMPA DI MONETA

Messaggioda Vito Zuccato » 02/07/2012, 22:32

Ecco intanto la lista dei dirigenti di banca presenti nel Governo Monti.
Ho inserito anche incarichi non bancari, ma in qualche modo legati al sistema bacario o alla sua dottrina o a soggetti ed entità comunque notevoli e/o imbarazzanti.


♣ Mario Monti, Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell'Economia:
- ex Vicepresidente della Banca Commerciale Italiana;
- ex Presidente della Commissione sul sistema creditizio e finanziario;
- ex International Advisor della banca d'affari Goldman Sachs;
- appena dimesso da Presidente dell'Università Bocconi;
- ex Direttore dell'Istituto di Economia Politica presso l'Università Bocconi;
- ex (?) membro del Comitato Direttivo del Gruppo Bilderberg (membro permanente, NB);
- ex Presidente Europeo della Commissione Trilaterale.

♣ Corrado Passera, Ministro per lo Sviluppo e le Infrastrutture:
- appena dimesso da Amministratore Delegato di Banca Intesa Sanpaolo;
- ex AD e Direttore Generale del Banco Ambrosiano Veneto;
- ex AD di Poste Italiane e ideatore del servizio finanziario Banco Posta legato a Deutsche Bank;
- ex Advisor per il "salvataggio" di Alitalia;
- ex Direttore Generale del Gruppo CIR di Carlo De Benedetti;
- ex Direttore Generale della casa editrice Mondadori;
- ex co-AD del Gruppo Olivetti-Omnitel-Infostrada.

♣ Elsa Fornero, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali:
- appena dimessa da Vicepresidente del Consiglio di Sorveglianza di Banca Intesa Sanpaolo;
- professoressa di Economia Politica a Torino.

♣ Piero Giarda, Ministro per i Rapporti con il Parlamento:
- consigliere di sorveglianza del Banco Popolare;
- professore di Scienza delle Finanze a Milano.

♣ Piero Gnudi, Ministro del Turismo e dello Sport:
- consigliere di amministrazione di Banca Unicredit;
- membro del Comitato Esecutivo dell'Aspen Institute;
- ex Presidente dell'IRI;
- ex Presidente dell'Enel.
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Re: BERLUSCONI E LA STAMPA DI MONETA

Messaggioda Vito Zuccato » 04/07/2012, 21:41

Ecco la lista degli attuali parlamentari più noti o influenti che sono o sono stati proprietari e/o dirigenti e/o faccendieri e/o rappresentanti informali di banca commerciale o centrale.

NB: Goldman Sachs è una banca commerciale soltanto dal settembre 2008, in seguito a un cambio di statuto per evitarne il fallimento; prima era una banca d'affari.


Silvio Berlusconi: azionista Banca Mediolanum, Mediobanca e Unicredit;
Denis Verdini: ex (da poco, per motivi giudiziari) Presidente Credito Cooperativo Fiorentino;
Gianni Letta: membro advisory board Goldman Sachs;
Giulio Tremonti: ex consulente fiscale di banche commerciali;
Lamberto Dini: ex Direttore Esecutivo FMI, ex DG Banca d'Italia, ex Vicepresidente BIS;

Massimo D'Alema: ex faccendiere Banca del Salento, Monte dei Paschi di Siena e Unipol Banca;
Pierluigi Bersani: massimo rappresentante informale di Legacoop, azionista Unipol Banca, e di Unicoop Firenze, azionista MPS, essendo segretario Partito Democratico;
Carlo Azeglio Ciampi: ex vice DG, ex DG ed ex Governatore Banca d'Italia, ex Vicepresidente BIS;
Matteo Colaninno: ex Vicepresidente Banca Popolare di Mantova;

Massimo Calearo: consulente Banca d'Italia;
Pierferdinando Casini: genero di Francesco Gaetano Caltagirone, che è azionista MPS e BNL;
Umberto Bossi: ex faccendiere CredieuroNord;
Stefano Stefani: ex consigliere di amministrazione CredieuroNord.



Fuori dal Parlamento, ma praticamente dentro:
Joseph Ratzinger: proprietario formale di APSA e IOR (il Papa è un sovrano assoluto);
Romano Prodi: ex consulente Banca Nazionale del Lavoro, ex Presidente del Comitato Scientifico di Nomisma-BNL, ex consulente Goldman Sachs.
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Re: BERLUSCONI E LA STAMPA DI MONETA

Messaggioda Vito Zuccato » 11/02/2013, 14:15

Silvio Berlusconi ritorna a parlare del c.d. spread per dire che non conta alcunché, ma in questo caso spara due idiozie in un colpo solo:

http://ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/02/09/Lombardia-Maroni-segnali-voto-disgiunto_8217104.html

"Gli italiani non devono preoccuparsi dello spread perché è la differenza tra quello che deve pagare la Banca d'Italia su titoli di prima emissione e quello che paga la banca tedesca, e non ce ne può importare di meno". "Nei prossimi giorni proporremo modifiche al sistema di Equitalia: se vinciamo le elezioni non ci sarà la possibilità di pignorare la prima casa e per le situazioni in corso i contribuenti pagheranno le imposte dovute, ma saranno eliminate le multe, le sanzioni e gli interessi. Questo è qualcosa che lo Stato deve a eroici imprenditori sulle cui spalle posa il destino del Paese". Lo afferma Silvio Berlusconi a Uno Mattina dicendo che la proposta "sarà inserita nel programma. Ne ho parlato con Maroni"


Per chi legge e ancora non lo sa, "spread" è una parola inglese che significa "ampiezza, divaricazione, distensione" e in gergo finanziario significa più precisamente "scostamento, forbice, differenza, differenziale".

E ora spiego perché Berlusconi dice due colossali stupidaggini in contemporanea affermando quanto riportato sopra:

1) lo spread conta eccome, poiché è la differenza in centesimi di percentuale (i c.d. punti base*, anch'essi mai spiegati e ripetuti a pappagallo dai vari media) tra gli interessi pagati sui titoli obbligazionari di Stato di durata decennale italiani e gli analoghi titoli obbligazionari di durata decennale tedeschi: dato che tale differenza è positiva, significa che la Germania riesce a pagare meno interessi sul suo debito pubblico (almeno) a dieci anni rispetto all'Italia e di conseguenza i suoi servizi pubblici risultano meno costosi per i contribuenti tedeschi rispetto ai servizi pubblici dell'Italia per i contribuenti italiani, in quanto per tutta una serie di motivi (a cominciare dal fatto che è più competitiva dell'Italia) gli investitori prevedono che sia maggiormente capace dell'Italia a rimborsare il proprio debito pubblico alle relative scadenze, cioè che investire nel debito pubblico tedesco è meno rischioso;
2) il pagamento degli interessi sui titoli di prima emissione NON è a carico né della banca centrale italiana (Banca d'Italia) né di quella tedesca (Bundesbank), ma è a carico dei Ministeri dell'Economia e delle Finanze italiano e tedesco; è di pertinenza delle banche centrali soltanto la gestione di tale pagamento, non il suo esborso; tali titoli sono appunto i titoli obbligazionari di Stato che vengono emessi dai Ministeri dell'Economia e delle Finanze attraverso delle apposite aste a cui partecipano esclusivamente banche e società di intermediazione mobiliare, le quali contrattano e acquistano tali titoli o in proprio conto o per conto della clientela; l'emissione di titoli di Stato è la principale modalità con cui le Amministrazioni Pubbliche Centrali si indebitano e quantitativamente i titoli di Stato costituiscono la parte maggiore del debito pubblico in termini assoluti (oggi circa l'85% del totale).


[*] Esempio chiarificatore: se la differenza o spread tra il tasso di interesse sui titoli obbligazionari di Stato decennali italiani e gli analoghi titoli tedeschi è pari a 345 punti base, significa che lo Stato italiano deve pagare sui suoi titoli di debito di durata decennale il 3,45% in più di quanto paga lo Stato tedesco sul suo analogo debito; quindi, se per esempio lo Stato tedesco paga un tasso di interesse pari a 1,33%, con uno spread di 345 punti base lo Stato italiano paga un tasso di interesse pari a 4,78%.



Per ulteriori dettagli sulla finanza pubblica consiglio la lettura di:
- questo post: http://www.monetaproprieta.it/phpbb/viewtopic.php?p=1031#p1031
- risposte alle Domande Frequenti dalla R46 alla R55.
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Berlusconi entra nel Club dei Sovranari®

Messaggioda Vito Zuccato » 09/02/2014, 15:19

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Euro-Berlusconi-allattacco-Per-noi-e-una-moneta-straniera_321204146865.html

Euro, Berlusconi all'attacco: "Per noi è una moneta straniera"

Milano, 8 feb. - (Adnkronos/Ign) - "L'euro per noi è una moneta straniera perché abbiamo rinunciato alla nostra sovranità monetaria". Silvio Berlusconi, incontrando a Milano i club Forza Silvio della Lombardia, si scaglia nuovamente contro l'euro. "Dovevamo ottenere che la Bce diventasse una vera e propria banca centrale garantendo il debito pubblico di tutti i paesi e stampando monete quando ve ne fosse bisogno. La Germania però si è opposta - ha sottolineato - perché aveva il terrore dell'inflazione".
Berlusconi ha puntato il dito contro il movimento di Beppe Grillo. "Il 56% degli elettori del Movimento Cinquestelle è deluso e disgustato dalle persone che hanno mandato in Parlamento e dal loro comportamento". Secondo il leader di Forza Italia, sempre a proposito degli elettori del M5S, "il 56% non è neppure affezionato al simbolo ed è per questo che abbiamo la possibilità di raggiungere questi elettori e di farli votare per noi".
E guardando alle elezioni, Berlusconi ha sottolineato: "Se siamo in grado di fare una esposizione capillare ai cittadini delle nostre idee possiamo arrivare a vincere da soli con Forza Italia e a vincere anche in Parlamento per fare le riforme". "I sondaggi -ha aggiunto - dicono che ci sono il 48% di persone disgustate da questa politica e dai vari Fiorito".
"Ci sono riforme da fare e che non siamo riusciti a fare per questo limite delle coalizioni. Con un solo partito al governo, che abbia chiare le idee si potrò arrivare a queste fondamentali riforme", che riguardano, come ha ricordato, quella della burocrazia, delle pensioni, della giustizia e del lavoro.
Nel corso del suo intervento durato circa tre ore, Berlusconi ha ripercorso tutta la sua carriera politica dal '94 ad oggi non mancando di attaccare la magistratura e intervallando i vari argomenti con diverse barzellette. A fianco a Berlusconi sul palco sedevano la coordinatrice regionale lombarda di Forza Italia Maria Stella Gelmini e il neo consigliere politico del partito Giovanni Toti oltre a Iva Zanicchi che Berlusconi ha voluto personalmente ringraziare spiegando di avere in mente per lei un programma televisivo 'fantastico'.
"Quando andiamo ai dibattiti politici le nostre voci vengono sempre sovrapposte da quelle dei nostri avversari se non addirittura zittite. Ho quindi pensato di preparare uno studio con 25 persone da una parte e 25 dall'altra che discutono tra loro fino a non far capire nulla con in mezzo Iva a fare da arbitro. Quando il frastuono si fa assordante in quel momento abbiamo pensato di far uscire un uomo con un tamburo che zittisce tutti insegnando loro il rispetto e di come il dibattito politico debba avere delle regole".
Un battuta Berlusconi l'ha poi rivolta a Giovanni Toti : "L'ho chiamato io, ho insistito io che venisse a darmi una mano. L'ho visto ieri sera in tv ed ha dato proprio l'immagine di uno di noi, di un moderato vero".
L'ex premier torna a raccontare l'incidente domestico che l'ha visto protagonista nei giorni scorsi e che, a suo dire, gli procura qualche dolore alla gamba. "Ho messo un piede su una palla di Dudù e ho fatto un volo di 4 metri, sono letteralmente planato ma sono stato fortunato. Sono caduto su una scala -ha proseguito Berlusconi- ma sono stato fortunato perchè c'era la moquette e non mi sono fatto praticamente niente".
Poi sul processo Ruby ter: due testimoni dell'accusa sono state plagiate, dice riferendosi a Chiara Danese e Ambra Battilana che hanno testimoniato contro l'ex premier e che si sono costituite parte civile. "Durante il Ruby ter -ha spiegato Berlusconi- è venuto fuori che sono stati sentiti 44 testimoni della difesa e sei dell'accusa. E di queste sei, due sono venute solo una sera e sono andate via a mezzanotte e mezza".
"Queste due -ha aggiunto Berlusconi- si sono affidate ad un'avvocatessa parlamentare di Di Pietro (Patrizia Brugnano, ndr) e sono state plagiate. In tv -ha spiegato Berlusconi- in due diverse interviste hanno dato la stessa medesima risposta: 'A poco a poco -dissero entrambe- ho sentito dentro di me nascere una spinta, anzi un imperativo categorico di dire chi fosse in realtà il presidente che ci governava'. Sfido qualunque ragazza che fa concorsi di bellezza -ha concluso Berlusconi- a spiegare che cos'è un imperativo categorico". In prima fila, ad ascoltare l'intervento di Berlusconi, la sua compagna Francesca Pascale e la coordinatrice nazionale del partito Maria Rosaria Rossi.


Dunque, Silvio Berlusconi entra a buon diritto a far parte del Club dei Sovranari®, oltre a fare già parte dei neonati Club Forza Silvio.

Come GIÀ riportato ampiamente in questo thread, non è certo la prima volta che il politico-industriale-banchiere-pregiudicato Silvio Berlusconi avanza critiche all' «euro di Prodi», come peraltro faceva ancora negli anni '90 quando ci fu l'adesione dell'Italia all'euro.
Finora le sue critiche all'euro, e prima quelle di Bossi e poi di Grillo (e comune pressoché al 100% dei politici italiani, Grillo compreso), sono sempre state confuse, blande e scarsissimamente argomentate, dei semplici slogan "contro" e sulla falsariga delle già poverissime argomentazioni avanzate dai sostenitori della moneta unica.

In quest'ultimo caso Berlusconi fa il "salto di qualità", poiché utilizza per la prima volta:
1. l'espressione «sovranità monetaria», GIÀ di per sé espressione di significato descrittivo nullo o vago in assenza di precise ed esplicite definizioni, diventata un omogeneizzato dialettico-commerciale estremamente confusionario e superficiale finito ormai sulla bocca di tutti, buono per ogni stagione e in particolar modo per il variegato club dei sovranari®, ovvero della schiera sempre più folta di economisti, attivisti, giornalisti e politici che auspicano l'uscita dall'euro e il ritorno a una moneta indipendente emessa a livello nazionale o anche regionale, oppure un riassetto delle funzioni della Banca Centrale Europea senza quindi uscire anche dall'euro;
2. l'espressione «euro moneta straniera», diventata nota al grande pubblico soprattutto grazie alle presenze sempre più frequenti del signor rossi (il giornalista Paolo Rossi Barnard) nelle televisioni generaliste prima Rai 2 e poi La7, signor rossi GIÀ inventore e utilizzatore compulsivo dell'espressione «moneta soveana®».

Berlusconi — notare bene — auspica il ritorno alla cosiddetta «sovranità monetaria» intesa come semplice riassetto delle funzioni della BCE, SENZA quindi uscire dall'euro come vorrebbe la maggioranza del suddetto Club dei Sovranari®.
Posizione che ribadì anche come ospite principale a Servizio Pubblico un anno fa durante la campagna elettorale (trasmissione impostata su misura per lui da Santoro), quando replicò a Francesca Salvador (vedi) dicendo che non bisogna uscire dall'euro, bensì riformare la BCE come ente di garanzia sui debiti pubblici dei Paesi a rischio e/o sulla falsariga (?) della Federal Reserve, addirittura portando le stesse identiche argomentazioni dei pro euro tradizionali (ABI, Confindustria, partiti di centro e di sinistra e giornali collegati) nel descrivere l'eventuale uscita dall'euro come un vero e proprio disastro economico e politico e nell'auspicare il solito "più Europa" per continuare ad avere pace, benessere, democrazia e... per costituire un super-sistema militare europeo da contrapporre a quello statunitense...!!!

Leggendo in questo articolo le dichiarazioni di Berlusconi, si notano l'enfasi e la frequenza con cui egli cita gli andamenti dei sondaggi sull'opinione pubblica: a prescindere dal fatto che Berlusconi, da imprenditore pubblicitario quale è, sia fisiologicamente portato ad appiattirsi sui sondaggi, è emblematico sia per Berlusconi che per la stragrande maggioranza dei politici italiani il fatto di andare sistematicamente nella direzione dove tira il vento mediatico-umorale principale, pure e sempre adattandolo alla bisogna alle proprie necessità economiche e politiche, perciò senza correre alcun rischio di esplicitare in pubblico dei ragionamenti che siano al contempo di rottura, originali, approfonditi e generali.
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BERLUSCONI E LA (SUA) "STAMPA" DI MONETA

Messaggioda Vito Zuccato » 12/10/2014, 18:09

Aggiornamento succulento (per chi capisce):
http://www.monetaproprieta.it/phpbb/viewtopic.php?p=2722#p2722
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